I Diana al giudice: "Nessun legame con la camorra. Vittime di estorsioni ed attentati"

Gli imprenditori dell'Erreplast hanno risposto alle domande del giudice: "Costretti a pagare il pizzo al clan"

Antonio e Nicola Diana

Hanno risposto alle domande del giudice Miranda gli imprenditori di Casapesenna Antonio e Nicola Diana, titolari tra l'altro della Erreplast, ed il loro zio Armando Diana, accusati di concorso esterno al clan dei Casalesi ed in particolare di essere "espressione imprenditoriale" del capoclan Michele Zagaria.

I tre - difesi dagli avvocati Carlo De Stavola e Claudio Botti - hanno negato ogni forma di concorso o contiguità con ambienti criminali, ribadendo come le dazioni di denaro corrisposte nel corso degli anni - dalla fine degli anni '80 al 2009 - altro non erano che estorsioni patite da esponenti della criminalità organizzata, che hanno occupato militarmente la provincia di Caserta, ed in particolare l'area industriale dove ha sede l'attività creata dagli imprenditori. 

Una condizione di soggezione, secondo quanto spiegato al giudice, che trovava terreno fertile nelle loro personalità già colpite negli affetti con l'omicidio di Mario Diana, padre di Antonio e Nicola e fratello di Armando, ucciso nel 1985, ma anche per continui attacchi, sia in provincia di Caserta che nell'acerrano, denunciati alle forze dell'ordine. I tre imprenditori hanno ribadito con forza che mai sono state condivisi con il clan interessi comuni e non sono state assecondate richieste se non quelle relative al pizzo da pagare.

Nel corso dell'interrogatorio i Diana hanno confermato di aver subito estorsioni da varie fazioni criminali che nelle diverse articolazioni, nei periodi in cui erano in guerra, hanno fatto sentire con azioni militari la loro presenza. Estorsioni pagate proprio per le continue minacce ed i continui attentati.

Infine i Diana hanno negato di essere stati favoriti nella loro attività imprenditoriale, frutto di un progetto industriale avviato dal padre e del lavoro e dell'abnegazione dei Diana. 

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All'esito degli interrogatori di garanzia è stato annunciato un prossimo ricorso al Riesame.    

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