Calci, pugni e piatti in faccia alla moglie: scarcerato meccanico violento

I litigi finiti a botte per motivi economici. Il giudice gli vieta di avvicinarsi alla donna

L'uomo picchiava la donna

Problemi economici. Questo il motivo essenziale della crisi in una coppia di Casal di Principe ben presto trasformatasi in un inferno fatto di botte, percosse e minacce. Un inferno che la donna, ormai esausta, ha denunciato alla Procura della Repubblica di Napoli Nord e che ha portato all'arresto del marito violento, Salvatore P., meccanico di 34 anni. 

Un vero e proprio dramma familiare quello finito nero su bianco nelle pagine del provvedimento cautelare spiccato dal pm Paone a inizio gennaio ed eseguito una decina di giorni fa. Secondo la ricostruzione fatta dalla donna i problemi sono iniziati dopo circa 5 anni di matrimonio. Salvatore con il suo lavoro non riusciva più a tirare avanti, a portare a casa i soldi necessari al sostentamento della sua famiglia a causa della crisi economica e la conseguente carenza di lavoro. Un baratro che rapidamente ha portato il meccanico a diventare disoccupato. Per questo la moglie iniziò a lavorare come baby sitter ma un solo stipendio, da 400 euro al mese, di certo non bastava. 

Ben presto la tensione nella coppia si trasforma in violenza. La donna ha anche denunciato che in un'occasione il marito le ha tirato un piatto in faccia durante una cena, ferendola. La donna ha raccontato una quotidianeità fatta di insulti, minacce, schiaffi fino all'epilogo per il pagamento di una festa di compleanno per i due figli della coppia con un litigio finito come sempre: la donna presa a calci e pugni. Circostanze confermate anche da una vicina di casa che ha riferito agli inquirenti di aver sentito spesso le urla di Salvatore ed i pianti della moglie.

Oggi, però, per Salvatore è arrivata una prima svolta giudiziaria. Il tribunale del Riesame, infatti, ha accolto l'istanza dell'avvocato Mirella Baldascino ed ha disposto la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con quella meno afflittiva del divieto di avvicinamento alla ex coniuge, prescrivendo all'indagato di non avvicinarsi oltre i 200 metri dai luoghi abitualmente frequentati dalla donna. Pertanto ne ha ordinato l'immediata liberazione. 

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