Bullismo a scuola, ragazzina ferita dopo la caduta e derisa dai compagni

Vittima una 13enne, intorno a lei scherno ed indifferenza

L'atto di bullismo all'esterno di una scuola casertana

"Voglio tornare a casa". Queste le parole di una ragazzina di 13 anni, alunna presso una scuola media di Caserta, spinta e poi insultata all'uscita dall'istituto. Un vero e proprio episodio di bullismo consumatosi all'ombra della Reggia che rappresenta più di un campanello d'allarme e che non va sottovalutato. 

L'EPISODIO

Giulia (nome di fantasia) è una ragazza  che frequenta la terza media. Ha saputo conquistare tutti con il suo sorriso, con la sua sagoma alta e magra ed i suoi occhioni grandi ed innocenti da cui guarda il mondo.  E' una normale giornata in classe ed al suono della campanella dell'ultim'ora Giulia ripone astuccio e diario, infila il giubbottino, mette lo zaino in spalla ed è pronta a tornare a casa. E' insieme ai suoi compagni di classe, felice e sorridente quando all'improvviso cade a terra. Giulia si gira, guarda verso l'alto.

Ma non trova nessuno a sostenerla, ad aiutarla a rialzarsi, anzi. Le reazioni intorno a lei sono di scherno. "Hai visto che volo ha fatto", sghignazzano i ragazzi nel cortile della scuola. Giulia è incredula, dolorante. Le mani scorticate, la bocca sanguinante per aver battuto con la faccia sull'asfalto, senza proteggersi. "Mi hanno spinta", rivela.

Mentre intorno a lei continua il capannello dei "bulletti" divertiti dalla malefatta, il primo a lanciarsi in soccorso della 13enne è un genitore di una compagna di classe. L'aiuta a rialzarsi. Giulia trema. Gli occhi gonfi per le lacrime. La scuola che per lei era un luogo sicuro ora non lo è più. "Voglio tornare a casa", ha detto.

LA DENUNCIA

E' quel genitore a denunciare l'accaduto. "Fa rabbia la cappa di omertà che è calata sugli altri ragazzi è preoccupante - racconta Paolo contattato da CasertaNews - Non è possibile che nessuno abbia visto nulla. Non si può catalogare questo episodio come un incidente o peggio una semplice bravata. Sono episodi gravi che rappresentano un campanello d'allarme. Spero che qualcuno abbia il coraggio di non scrollarsi di dosso questo episodio come una cosa da niente. Spero che chi se l'è presa con questa ragazza possa arrivare a capire che questo gesto di scherno e intolleranza".

L'episodio non è stato denunciato né alle forze dell'ordine né alla preside della scuola. Per ora, dunque, non c'è nessun provvedimento, solo tanta indifferenza che fa più male della caduta. 
 

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