L'ex sindaco è "pericoloso": per i giudici deve restare in carcere

La Cassazione rigetta la richiesta di scarcerazione per Brancaccio: "Può reiterare i reati"

Angelo Brancaccio

L'ex sindaco di Orta di Atella Angelo Brancaccio è ancora pericoloso per il suo legame con il clan dei Casalesi. E' quanto ha messo nero su bianco la Corte di Cassazione che ha rigettato la richiesta di scarcerazione presentata dai suoi legali confermando la necessità della custodia cautelare in carcere, già vidimata dal Tribunale del Riesame di Napoli.

I giudici partenopei, infatti, avevano confermato "il giudizio di gravità indiziaria e di pericolosità sociale precedentemente formulato in senso sfavorevole ad Angelo Brancaccio, rilevando ulteriormente che la posizione cautelare del ricorrente era rimasta immutata e non erano emersi elementi processuali da cui desumere la dissociazione del ricorrente dalla consorteria casalese ovvero l'intervenuta disgregazione dello stesso sodalizio".

In altre parole "privo di rilievo deve ritenersi il riferimento alla natura "politica" del contributo associativo fornito da Brancaccio alla consorteria camorristica alla quale risultava affiliato, tenuto conto della peculiarità del ruolo consortile svolto dal ricorrente, che operava quale elemento di raccordo tra l'ambiente politico nel quale gravitava e i vertici del clan dei Casalesi, rappresentati dalla famiglia Russo".

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Circostanze confermate anche dalla Cassazione che non hanno accolto l'istanza dei difensori che avevano invocato una misura meno afflittiva anche in virtù del tempo trascorso. "Nell'ordinanza in esame - scrivono i giudici del Palazzaccio - è stata compiuta una verifica concreta e attuale sull'effettiva capacità di Angelo Brancaccio di reiterare le condotte illecite che gli venivano contestate nel presente procedimento e di inquinare il compendio probatorio acquisito nel corso delle indagini preliminari, sulla base di un giudizio di gravità indiziaria espresso in termini congrui e conformi alle emergenze indiziarie". Per questo Brancaccio resta in carcere.

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