Lettera al boss bloccata in carcere: "Messaggi sibillini e pericolosi"

Trattenute 26 fotografie ed un manoscritto inviato dal figlio di Della Ventura: sospetti su alcuni numeri presenti nella missiva

La decisione dei giudici per il boss Antonio Della Ventura

Numeri che potrebbero celare "messaggi sibillini". Questa la motivazione per cui è stata trattenuta una lettera inviata al boss del clan Belforte Antonio Della Ventura, meglio noto come 'o Coniglio, da parte del figlio.

E' quanto ha disposto la Corte di Cassazione che ha confermato l'ordinanza del tribunale di Sorveglianza di Milano che aveva respinto il reclamo di Della Ventura contro il trattenimento della missiva da parte del personale della casa circondariale di Milano Opera, dove il boss, referente dei Belforte su Caserta, è detenuto al regime del 41 bis.

Secondo quanto si legge nelle motivazioni della Suprema Corte nel mirino della penitenziaria sono finiti una missiva e 26 fotografie. "Lo scritto contiene riferimenti numerici tra loro incongruenti, che quindi potrebbero celare un messaggio sibillino, comprensibile però dal destinatario, considerato anche che è solito delle organizzazioni criminali l'utilizzo improprio dei numeri - scrivono i giudici - fotografie, in parte, per la particolarità dei luoghi, presentano un possibile collegamento con i frutti delle attività illecite, dovendosi ricordare come Della Ventura sia ritenuto essere esponente di rilievo del clan camorristico "Belforte", dedito soprattutto alla perpetrazione di estorsioni e al traffico di stupefacenti, e dall'altro, presentano riferimenti a gesti e simboli religiosi riscontrabili anche nell'ambiente socio-culturale mafioso".

Un messaggio i cui contenuti sono stati ritenuti ambigui e potenzialmente "pericolosi per l'ordine e la sicurezza" e per questo la Cassazione ha respinto il ricorso di Della Ventura.

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