Estorsione ad imprenditore, Barbato era stato scarcerato da pochi mesi

Aveva appena finito di scontare una pena a sette anni di carcere

Era stato scarcerato ad aprile dopo aver scontato una pena complessiva di 7 anni di carcere Antonio Barbato, il 42enne di Cesa arrestato dai carabinieri del reparto territoriale di Aversa con l’accusa di tentata estorsione aggravata dall’articolo 7 ai danni di un imprenditore edile di Teverola.

Barbato, sottolineato gli inquirenti, è una persona nota a Teverola e nelle zone limitrofe per i suoi trascorsi criminali, in quanto è stato già condannato due volte nel 2010 e 2015 con sentenze divenute irrevocabili per gravi reati estorsivi, commessi anche con l’uso di armi, nonché per partecipazione all’associazione di tipo mafioso del clan dei Casalesi, gruppo Di Tella, tradizionalmente vicino alla fazione Schiavone del clan camorristico. 

Barbato, per effetto delle due sentenze, ha espiato una pena complessiva di sette anni e sei mesi di reclusione, poiché gli veniva riconosciuto il regime della continuazione tra tutti i reati contestati, per cui veniva liberato il 14 aprile 2018.

Come già era accaduto all’atto di una sua precedente scarcerazione nel 2013, l’indagato, pochi mesi dopo essere tornato libero, riprendeva a porre in essere condotte delittuose di analoga natura delle precedenti, tempestivamente arrestate dall’intervento degli inquirenti. Con lui è stato colpito da ordinanza di divieto di dimora nelle province di Caserta, Napoli e Latina anche Carmine Lucca, 48 anni di Aversa.

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