Strage Castel Volturno: 7 killer hanno esploso 120 proiettili con pistole e kalashnikov

Castel Volturno - Un commando composto da almeno 6-7 killer entrati in azione ieri notte a Castel Volturno dove sono stati uccisi 6 extracomunitari mentre un settimo e' rimasto ferito in modo grave ma che secondo i medici dovrebbe farcela a...

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Un commando composto da almeno 6-7 killer entrati in azione ieri notte a Castel Volturno dove sono stati uccisi 6 extracomunitari mentre un settimo e' rimasto ferito in modo grave ma che secondo i medici dovrebbe farcela a sopravvivere. I sicari avrebbero agito a bordo di auto e moto. Secondo quanto si e' appreso da fonti investigative i sicari avrebbero esploso almeno 120 proiettili ed avrebbero utilizzato due tipi di pistole, 9,19 e 9,21 e un kalashnikov. Le stesse armi sarebbero state utilizzate anche per uccidere Antonio Celiento, massacrato con una sessantina di proiettili nella vicina Baia Verde. ma per avere la certezza assoluta che le armi utilizzate siano le stesse bisognera' attendere il responso delle comparazioni balistiche.
Tali risultanze investigative sarebbero emerse nel corso di un vertice che si e' tenuto stamattina tra il direttore dell'anticrimine Franco Gratteri giunto da Roma poche ore dopo la strage, il questore Carmelo Casabona e il capo della Squadra Mobile di Caserta Rodolfo Ruperti. Secondo quanto si e' appreso, la sartoria dove e' avvenuta la strage era un ritrovo abituale delle vittime e un probabile punto di spaccio o comunque luogo dove venivano prese le decisioni dal gruppo di narcotrafficanti africani. Tra le 6 vittime pare che non vi fossero personaggi importanti appartenenti al gruppo di narcotrafficanti extracomunitari ma solo personaggi di secondo piano. Tra le persone presenti nella sartoria vi erano uno spacciatore di droga, un pregiudicato per furto e un meccanico.
Dietro il massacro dei 6 africani c'e' la strategia stragista attuata negli ultimi mesi dalla potente cosca dei Casalesi. Una strage probabilmente ideata dai capicosca Cirillo-Setola, referenti a Castel Volturno di Francesco Bidognetti, detto 'Cicciotto e 'Mezzanotte', arrestato negli anni scorsi. E, proprio il carcere cui sono sottoposti alcuni dei piu' importanti boss dei Casalesi (su tutti Francesco Schiavone detto Sandokan), avrebbe provocato nell'ambito del clan una sorta di assestamento.
La strage di ieri sera rappresenta molto probabilmente la volonta' di esprimere la supremazia della cosca su quanti stavano cercando di mettersi in proprio approfittando del momento di crisi di tutta la banda a seguito degli arresti dei boss. Un segnale soprattutto agli africani che negli ultimi tempi avrebbero cercato di autonomizzarsi dal clan dei Casalesi ai quali pagavano una tangente per ogni partita di droga immessa sul mercato casertano. ''Sono molti e senza controllo'', spiega un investigatore sostenendo cosi' la tesi del desiderio degli immigrati dediti alla droga di affrancarsi dai Casalesi.
I killer entrati in azione la scorsa notte avrebbero agito a colpo sicuro, uccidendo chi doveva essere ucciso anche se non e' da escludere che una o due persone nulla avessero a che fare con il traffico di droga. Alessandro Cirillo e' sospettato della escalation di violenza contro pentiti, collaboratori di giustizia e vittime del racket. Tra questi il collaborante Michele Orsi e l'imprenditore Domenico Noviello, ucciso recentemente e punito per avere denunciato 7 anni prima le estorsioni.

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