L'arresto del giudice 'congelato' fino in Cassazione. Incastrato anche dalle intercettazioni

Incarichi alla compagna quale "corruzione" per gli incarichi ricevuti

Resta il ricorso alla Corte di Cassazione all’ex presidente della sezione Fallimentare del tribunale di Napoli Nord Enrico Caria per evitare di finire agli arresti domiciliari così come decretato dal tribunale del Riesame che ha accolto, in parte, l’appello del pubblico ministero della Procura di Roma. L’arresto, di fatto, resta congelato per il momento, nell’attesa che gli avvocati Vincenzo Maiello e Francesco Barra Caracciolo discutano il ricorso al Palazzaccio.

Secondo la Procura, Caria (che ha lavorato per anni tra Napoli e Santa Maria Capua Vetere prima di avere l’incarico di presidente della sezione Fallimentare ad Aversa) avrebbe creato un vero e proprio “sistema illegale” attraverso il coinvolgimento di avvocati, commercialisti ed architetti che “ne compravano stabilmente i favori”. Un sistema che, secondo gli inquirenti, Caria avrebbe messo in piedi insieme alla sua attuale compagna, Daniela D’Orsi (anche lei indagata), che, nella sua veste di avvocato, avrebbe ricevuto da alcuni dei ‘corruttori’ incarichi professionali lautamente retribuiti che erano il prezzo della corruzione. E, sottolineano i giudici del Riesame di Roma, “la sussistenza dei fatti descritti nei capi di imputazione, salvo alcuni casi, non è stata oggetto di contestazione da parte delle difese degli indagati, che, anzi, li hanno assunti come dati pacifici sui quali hanno svolto le loro difese”. 

Ad incastrare Caria e la compagna ci sono anche alcune intercettazioni, nelle quali l’avvocato D’Orsi sottolinea di non poter comparire per gli incarichi che le vengono affidati da coloro che la Procura ritiene i ‘corruttori’. “Non lavoro direttamente, lavoro per il tramite di un’altra persona, sotto copertura, diciamo così…” lasciando intendere che qualcosa di losco (o quantomeno da nascondere) ci sia.

In Cassazione è facile che facciano ricorso anche gli altri indagati per i quali il Riesame ha accolto l’appello della Procura: l’architetto Giancarlo Piro Calise (sospeso per un anno dalla professione); Alessandro Colaci (sospeso per un anno dalla professione); Alfredo Mazzei (sospeso per un anno dalla professione); l’avvocato Daniela D’Orsi (sospeso per un anno dalla professione). Respinte invece le richieste a carico di Salvatore e Rosario Rabuano (rappresentati dall’avvocato Gennaro Iannotti), Antonio Tuccillo (attuale presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Napoli Nord);  Riccardo Macchioni, Elena Bernardi, Gianclaudio Fuschetti, Gaetano Ruggiero, Adriano Di Micco, Luca Pisani.

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