11 ARRESTI Spaccio di coca col 'permesso' dei Casalesi, sgominate le bande

Le due associazioni operavano con l'autorizzazione del clan, al quale versavano parte dei profitti

I carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere e della Stazione di Grazzanise hanno eseguito questa mattina tra Castel Volturno, Catanzaro e Napoli un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale DDA,  nei confronti di 12 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina, aggravata dalle finalità mafiose. 

Il provvedimento costituisce l’esito di un’attività investigativa, inizialmente coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e successivamente, attesa la sussistenza del reato associativo e dall’aggravante della finalità mafiosa, dalla Direzione Distrettuale Antimafia.

Lo spaccio ‘autorizzato’ dai Casalesi 

In particolare l’indagine condotta dal Reparto sammaritano dal marzo del 2017 all’agosto del 2018 attraverso intercettazioni telefoniche, videoriprese (è stata installata una telecamera nei pressi di una delle abitazioni teatro di spaccio), acquisizione delle dichiarazioni rese dai diversi acquirenti e dai relativi riconoscimenti fotografici, nonché riscontri alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, ha consentito di contestare l’esistenza e l’operatività di due distinte associazioni per delinquere finalizzate alla illecita detenzione e cessione di cocaina; rilevare che entrambe le organizzazioni hanno sede logistica a Castel Volturno ed hanno operato nel tempo sulla base di un’autorizzazione allo svolgimento dell’attività di spaccio - in regime di monopolio nelle zone di rispettiva competenza - rilasciata dal clan dei Casalesi (fazione Bidognetti) in cambio del versamento di un corrispettivo in denaro periodico in favore dell’organizzazione camorristica; appurare che gli indagati si sono resi responsabili, singolarmente ed in concorso, di plurimi episodi di detenzione e/o cessione a terzi di cocaina. 

Il linguaggio in codice

I contenuti delle conversazioni captate, che avvenivano attraverso un linguaggio criptico decodificato dai carabinieri (la fornitura dello stupefacente veniva indicata facendo ricorso ad espressioni del tipo “bisacca”, “macchine”, “la bambina è ok”, “caffè piccolo”, “tre marinare”, “motocicletta”), hanno consentito di appurare e fotografare le modalità con cui parte degli indagati realizzavano l’illecita attività di cessione della sostanza stupefacente. 

Le misure cautelari

Il Gip condividendo l’impianto accusatorio avanzato dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, sia in relazione ai gravi indizi di colpevolezza, sia alle esigenze cautelari, ha disposto per 9 degli indagati la misura della custodia cautelare in carcere, per 2 quella degli arresti domiciliari e per l’ultimo quella del divieto di dimora in provincia di Caserta. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari personali, è stato notificato a due dei destinatari del provvedimento un decreto di sequestro preventivo a fine di confisca di due autovetture di loro proprietà

Gli indagati tratti in arresto 

Custodia cautelare in carcere: Giorgio Piccirillo, 36 anni; Margherita Spada, 54 anni; Antonio Spinelli, 43 anni; Luigi Marino, 43 anni; Rosa Grazia Castagna, 38 anni; Alfredo Antonucci, 44 anni; Francesco Raffone, 58 anni; Salvatore Folino, 41 anni.

Arresti domiciliari: Esterina Spinelli, 32 anni; Simona Spampinato, 40 anni.

Divieto di dimora in provincia di Caserta: Maria Grazia Marino, 58 anni.

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