FALSE FATTURE L'imprenditore arrestato dalla Dda esce dal carcere

De Rosa è coinvolto in una inchiesta su un giro di false fatture per gli appalti con l'Asl

Dopo quasi due mesi di carcere sono stati disposti gli arresti domiciliari per Alfredo De Rosa, imprenditore di Casapesenna residente a Lucca, coinvolto in una inchiesta della Dda di Firenze in una inchiesta per false fatture. Il giudice per le indagini preliminari di Firenze Pezzutti ha accolto l'istanza presentata dagli avvocati difensori Antonio e Massimo Garofalo ed ha revocato l'ordinanza in carcere per l'imprenditore, disponendo per lui i domiciliari.

De Rosa era finito in manette lo scorso 26 marzo, quando un’inchiesta della procura di Firenze aveva portato all’esecuzione da parte della guardia di finanza di 5 misure di custodia cautelare con 11 persone e 30 società indagate. Sotto la lente degli inquirenti erano finiti i lavori pubblici in Campania per milioni di euro mai eseguiti, con i ricavi degli appalti poi riciclati in aziende toscane e campane. Un giro d’affari da oltre 6 milioni di euro che, secondo la procura, era creato ad arte da un’associazione criminale con base a Lucca e “contigua” al clan dei Casalesi.

Secondo le indagini delle Fiamme Gialle, gli imprenditori avrebbe aperto aziende edili in provincia di Lucca per aggiudicarsi gli appalti dell’Asl 3 di Napoli, circa 50 in pochi anni, per lavori di somma urgenza co affidamento diretto e cottimi fiduciari. Un dirigente corrotto dell’Azienda sanitaria locale sarebbe quindi riuscito a raggirare anche le nuove norme dell’Anac, permettendo alle aziende di ricevere i pagamenti senza compiere i lavori.  

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