Arrestato titolare di un ristorante folle di gelosia. “Ammazzo prima lui e poi te”

Le minacce alla moglie con 2 pistole: la donna costretta a vivere senza telefono ed auto

È finito in carcere per i maltrattamenti ai danni della moglie e per gli atti persecutori nei confronti del presunto amante della stessa. Per questo il 54enne B.M., ristoratore del Capoluogo, è stato arrestato e condotto in carcere nella mattinata di ieri dagli agenti della Polizia di Stato su richiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

L’indagato, già sottoposto agli arresti domiciliari dal dicembre 2018 al gennaio 2019 per reati dello stesso tipo, reiterava infatti i comportamenti vessatori e violenti nei confronti della compagna, destinataria di ingiurie, percosse e minacce di morte. In una occasione la minacciava dicendole “Ti devo ammazzare, prima a lui e poi a te”, appoggiando due pistole sul tavolo del ristorante che gestiva.

Innumerevoli anche le mortificazioni che la donna ha dovuto subire: amicizie vietate, così come la possibilità di disporre della benché minima autonomia finanziaria, tanto da esigere la presentazione degli scontrini a giustificazione delle spese effettuate. L’uomo giungeva persino a sottrarre le chiavi della macchina alla consorte e a privarla del telefono cellulare, distruggendolo in uno dei vari attacchi d’ira di cui era facile preda.

Nella presunzione che la donna avesse intrecciato una relazione extraconiugale con un altro uomo, T.M., l’arrestato si rendeva responsabile di molteplici episodi di minaccia e molestia verso quest’ultimo, presentandosi sotto la sua abitazione e recapitandogli svariate minacce di morte, anche telefoniche. “Devi morire e basta – si legge in una intercettazione – ti devo sparare, ti devo togliere i pezzi di carne da dosso con la tenaglia”.

L’indagine diretta dalla Procura e delegata alla Squadra Mobile di Caserta era originata dalla denuncia della donna, stanca delle condotte del marito violento che hanno finito di ingenerare in lei uno stato di costante soggezione psicologica. Le molteplici fonti di prova hanno inoltre definito le responsabilità di B.M. anche per le condotte consumate ai danni del presunto amante della moglie, indotto dalle minacce a modificare le proprie abitudini di vita, a cambiare abitazione e luoghi abitualmente frequentati per il timore di essere ucciso.

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