Terremoto nell'impero Barletta: arrestato il suo uomo fidato, ordinanza per 2 manager

Ci sono anche sette indagati a piede libero, tra cui il dirigente del Comune

Giuseppe Barletta, patron dell'Interporto

Emergono nuovo dettagli dell’operazione della Guardia di Finanza che ha creato un vero e proprio terremoto nel mondo imprenditoriale casertano.

Agli arresti domiciliari è finito Giuseppe Barletta, patron dell’Interporto, amministratore di fatto dell’intero gruppo societario, è colui che ha definiti le strategie criminose, individuando gli obiettivi, di volta in volta, da perseguire impartendo specifiche direttive ai suoi stretti collaboratori. In manette è finito anche Nicola Berti, collaboratore di Barletta, che stato legale rappresentante di diverse società del gruppo anche beneficiarie degli ingenti flussi distrattivi, consapevole dell’intera strategia illecita posta in essere.

L’obbligo di firma, invece, è stato disposto per Gennaro Mancini, già amministratore di diverse società del gruppo, in qualità di presidente del consiglio direttivo del Consorzio “Cogeri”: è indiziato di aver “dolosamente permesso” l’appropriazione indebita di rilevanti risorse finanziarie del Consorzio a favore di altre società del gruppo, permettendo anche l’autoriciclaggio. Obbligo di firma anche per Giuseppe Pisanti, anch’egli fiduciario del gruppo di società cge fanno capo a Barletta, che è indagato per aver “dolosamente agevolato” la bancarotta concordataria dell’allora holding di gruppo, la Sep 92 sr.

Risultano invece indagati a piede libero Antonio Campolattano, 59 anni di Maddaloni; Cristiano Capezzone, 43 anni di Castrocielo (Frosinone); Giuseppe Di Cicco, 68 anni di Sant’Elia Fiume Rapido (Frosinone); Andrea Palmisano, 63 anni di Maddaloni; Pasquale Pisaniello, 44 anni di Cervinara (Avellino); Gennaro Spasiano, 64 anni, attuale dirigente del Comune di Marcianise; Giovanni Uccella, 43 anni di Santa Maria Capua Vetere. 

Sotto sequestro beni per 28 milioni idi euro tra cui anche la liquidità della società ‘Antichi splendori srl’ e le quote societarie della società ‘Piazza degli Svaghi srl’ che detiene numerosi immobili nell'area esterna del Centro commerciale Campania, molti dei quali concessi a multinazionali.

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