Emilio accusa il padre di Katia: "La minacciò con un coltello"

Lavoretano minacciato su Facebook: "Temo per la mia incolumità"

Katia Tondi ed Emilio Lavoretano

"Ho sentito cose strane, sono sei anni ed ancora non conosco la verità. Mi hanno ucciso una moglie e penso tante cose". Emilio Lavoretano, sotto processo per l'omicidio della moglie Katia Tondi, lancia accuse "velate" e sospetti nel corso del suo esame in aula. 

I SOSPETTI DI EMILIO

Nel mirino di Lavoretano, assistito dall'avvocato Natalina Mastellone, sono finiti i fratelli Pascale, che hanno riferito di aver visto Emilio in compagnia del padre quella sera, "non ho visto mio padre quel giorno. Non so perché sono venuti qui a dire simili bugie. Io non escludo la rapina ma poi penso, se uno è pulito perché racconta certe bugie". 

L'AMANTE

Lavoretano ha anche ammesso delle sue relazioni extra, conclusesi dopo il matrimonio. In particolare su una donna Emilio ha spiegato: "ha detto che mi aveva lasciato lei ed invece fu al contrario. Troncai io quella relazione perché lei aveva dei figli. Mi disse che me l'avrebbe fatta pagare".

IL PADRE DI KATIA

Lavoretano ha poi parlato del rapporto di Katia Tondi con suo padre, Carlo Tondi. Un rapporto conflittuale dopo la fine del matrimonio con la mamma della vittima. "Sono stato 15 anni con Katia ed il padre io l'ho visto 3-4 volte. So che una volta la minacciò con un coltello anche se non ricordo se l'ho riferito agli organi inquirenti. Inoltre le cugine di Katia, che ho conosciuto a casa della mamma, dissero che Carlo Tondi non le aveva mai voluto bene alla figlia e poi se l'andava a piangere al cimitero". 

LE MINACCE

Emilio Lavoretano ha anche parlato di minacce subite in questi anni da parte di alcuni familiari di Katia Tondi che attraverso Facebook, commentando un articolo dello scorso 5 marzo, scrissero: "Se l'assassino di Katia non dovesse farsi il carcere a vita, si farà direttamente il cimitero", minacce che sono state acquisite in aula. "Temo per la mia incolumità - ha dichiarato Emilio Lavoretano - Quando cammino per strada mi guardo le targhe delle auto che mi seguono". 

LA LITE CON LA MADRE IN QUESTURA

Lavoretano ha anche parlato della lite con sua madre in Questura, nel giorno dei funerali di Katia. "Ci tennero in una stanza dalla mattina e venimmo ascoltati dopo pranzo. C'era il funerale e mia mamma voleva uscire per sollecitare. Intervenni per farla desistere perché rischiavamo di perdere altro tempo". 

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