72 ARRESTI Capi, vice e pusher: ecco come era organizzata la gang dello spaccio

La struttura 'piramidale' del sodalizio sgominata dall'operazione dei carabinieri

Era una organizzazione criminale strutturalmente radicata e connessa quella smantellata dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere nel maxi blitz che ha portato ieri all’arresto di 67 indagati (5 sono ancora a piede libero).

Cinque le organizzazioni scovate su più territori tra le provincie di Caserta, Napoli ed Avellino. Quella casertana in particolare aveva preso il controllo delle piazze di spaccio di Santa Maria Capua Vetere e comuni limitrofi, come San Prisco, Curti, Casapulla, San Tammaro e Macerata Campania.

I ruoli nell’organizzazione criminale

A capo dell’organizzazione c’erano Vincenzo Di Palma e Michele Gabriele: i due leader del sodalizio criminale, eredi del gruppo Fava, organizzavano l’approvvigionamento e lo spaccio dello stupefacente, in particolare cocaina.

Quattro i loro “stretti collaboratori”: tra loro Bruna Tiglio, Fabio Bosone, Francesca Stellato e Fabiola Stellato. Questi, secondo gli inquirenti, coordinavano le attività di spaccio a sostegno dei capi Di Palma e Gabriele, ma erano dediti anche alla detenzione, spaccio e occultamento dello stupefacente.

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Ad occuparsi della vendita al dettaglio dalla cocaina erano invece un nutrito gruppo di pusher: Francesco Bianco, Paolo Marino, Claudia Foniciello, Riccardo Vita, Giuseppe Fasano, Roberto Pietronigro, Armando Gabriele, Vincenzo Papale, gli omonimi Oreste Buonpane, Cesare Cecere.

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