Traffico di organi nel casertano, la 'stoccata' all'Fbi: "E' pura follia"

Il direttore del Centro nazionale trapianti smentisce l’ipotesi del traffico illegale a Castel Volturno

È calato domenica il sipario sulla quinta edizione della Summer School Ucsi – la scuola di giornalismo investigativo, dedicata nel 2019 al fenomeno delle economie criminali e all’evoluzione delle organizzazioni mafiose, promossa dall’Unione cattolica stampa italiana di Caserta e dall’Agenzia pubblica per la legalità Agrorinasce, in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti Campania – in programma a Casal di Principe nella cosiddetta “Villa Scarface”, bene confiscato al fratello del capoclan dei Casalesi, Walter Schiavone, attualmente in gestione all’ASL Caserta che ha realizzato un Centro diurno per la salute mentale. La terza giornata si è chiusa con il confronto tra le due realtà pubbliche più importanti in Italia: il consorzio “Agrorinasce” in Campania ed il consorzio “Sviluppo e legalità” in Sicilia, guidato dal sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi.

"L'Agenzia nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, è nata nel 2010 con non poche difficoltà – afferma il direttore Bruno Frattasi – e fino ad oggi ha vissuto di precarietà. Nonostante tutto, abbiamo prodotto tanto ma i conti li faremo alla fine. Abbiamo due priorità: fare sistema e valorizzare i beni confiscati; tenere in vita le imprese anche per tutelare quei soggetti che altrimenti perderebbero il lavoro, senza avere nessuna colpa, a seguito della confisca".

La criminalità organizzata fa registrare circa 150 miliardi di euro di ricavi e, a fronte di poco più di 35 miliardi di costi, ha utili per oltre 100 miliardi. Numeri davvero allarmanti che surclassano anche quelli di alcuni colossi europei dell’energia.

"Dei testimoni di giustizia non si parla mai – precisa il testimone oculare dell'omicidio di Don Giuseppe Diana, Augusto Di Meo – con me è stata commessa un'ingiustizia: dopo l'omicidio di don Peppe sono dovuto scappare con due figli piccoli in Umbria. Ho dormito in auto, nessuno mi ha aiutato. Mi hanno lasciato solo e quando sono tornato in paese mi additavano come l'infame che avrebbe dovuto stare zitto e farsi i fatti suoi. Uno dei pochi a starmi sempre vicino è stato Renato Natale, sindaco di Casal di Principe".

Presenti a Casal di Principe, tra gli altri, il presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra; il comandante della Dia, il generale Giuseppe Governale; il procuratore aggiunto Dda Reggio Calabria, Gaetano Paci; il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovanni Melillo; il presidente "Svimez", Adriano Giannola; il capo della redazione "Economia" del Corriere della Sera, Nicola Saldutti; il generale Umberto Rapetto, già comandante Nucleo Frodi Telematiche Guardia di Finanza, Autorità privacy Repubblica di San Marino; il senatore Pietro Grasso, già procuratore nazionale Antimafia; l'ex senatrice Rosaria Capacchione; l'assessore a Lavoro e Risorse Umane della Regione Campania, Sonia Palmeri; il testimone oculare dell'omicidio di Don Giuseppe Diana, Augusto Di Meo; l'europarlamentare Franco Roberti, già procuratore nazionale Antimafia; il sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi, presidente del Consorzio “Sviluppo e legalità”; il direttore dell'Agenzia nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, il prefetto Bruno Frattasi; il sostituto procuratore Dda Napoli, Alessandro D’AlessioGiacomo Di Gennaro, Università Federico II di Napoli, curatore del "Rapporto criminalità grandi aree urbane italiane"; lo scrittore e giornalista Sergio Nazzaro; l'inviato di Avvenire, Toni Mira; Giuseppe Guerrini dell'Agenzia nazionale coesione territoriale; Enrico Tedesco della Fondazione Polis; il direttore del Centro nazionale trapianti, Massimo Cardillo. 

Quest'ultimo nel corso del seminario in programma ieri, in merito alle notizie riportate ad inizio anno su un presunto traffico di organi gestito dalla mafia nigeriana nel casertano, ha sottolineato che “non c’è mai stato un traffico di organi a Castel Volturno. È pura follia, forse per colpa di una velina dell'FBI”.

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