Gli ex alleati guardano già al dopo Velardi: “Creiamo un’alternativa”

Il gruppo di Tartaglione accusa: “L’alzamanificio ci ha fatto perdere anche Amazon”

Alessandro Tartaglione e Giovanbattista Vallosco

“Nonostante i tentativi di edulcorare la realtà grazie ad una faziosa narrazione, la situazione politico amministrativa di Marcianise è ormai abbastanza chiara ai cittadini: il Comune è fermo”. E’ durissimo il commento che arriva dal gruppo di Terra di Idee, ex alleato del sindaco Antonello Velardi, oggi rappresentato in consiglio comunale da Giovanbattista Vallosco.

Il movimento che fa capo ad Alessandro Tartaglione (che nel 2016 fece un passo indietro dalla candidatura a sindaco proprio per lasciare spazio a Velardi) è durissimo nel commento: “Da mesi assistiamo ad uno scontro senza fine all'interno della maggioranza. Dopo il grave scambio di accuse tra le parti in causa, ogni tentativo di mantenere in vita questa amministrazione apparirebbe come ambiguo ed estremamente dannoso per la città. In meno di tre anni il sindaco ha distrutto la sua maggioranza ed il governo locale si è caratterizzato per una mediocre azione, nettamente bocciata ormai da settori consistenti dei gruppi politici e dai cittadini. Avevamo visto le cose molto bene e prima degli altri, per questo siamo passati all'opposizione. Il consiglio comunale, da massima espressione della democrazia cittadina, è diventata né più e né meno che una sorta di “alzamanificio”. Tutti i tentativi di portare la discussione su una prospettiva di sviluppo sociale ed economico sono falliti grazie ad un atteggiamento volto alla eliminazione di spazi democratici di partecipazione delle forze politiche che avevano permesso la vittoria elettorale. Abbiamo cercato, invano, di portare la discussione sulle tematiche a noi care. Abbiamo protocollato decine di proposte tutte sistematicamente cestinate”.

E secondo il gruppo di Terra di Idee “nulla si muove sul piano dello sviluppo economico e sulla occupazione giovanile, anzi le cose peggiorano. I dati Istat disegnano un quadro da brividi: la popolazione residente a Marcianise è in continuo calo (sotto i 40mila abitanti) grazie ad una nuova impennata dell’emigrazione cittadina. Vanno via non soltanto i giovani, costretti a costruire il loro futuro lontano dalla propria terra, ma anche i quarantenni e gli ultracinquantenni espulsi dal mondo del lavoro per via della chiusura di piccole, medie e grandi aziende locali. Dai media, inoltre, apprendiamo che la nostra città ha perso l'occasione di ospitare un magazzino Amazon da 80 mila metri quadrati e che all'Interporto di Marcianise sia stato preferito il basso Lazio. Insediamento che avrebbe potuto dare un po’ di ossigeno all'occupazione e rappresentare un’occasione per i nostri ragazzi in cerca di lavoro. Ci chiediamo come sia possibile che la struttura marcianisana, pur essendo stata pensata per la logistica e l'intermodalità, continua a non essere appetibile per importanti realtà imprenditoriali. Tutto ciò, però, stranamente non è all'ordine del giorno del dibattito politico e questo è molto grave”.

Per questo motivo, per far fronte ad “una situazione drammatica che ci preoccupa non poco” il gruppo sta già pensando al dopo Velardi: “I cittadini sappiano, fin da ora, che stiamo lavorando per costruire un modello politico amministrativo, alternativo a quello in carica, basato sull'ascolto, la partecipazione, il coinvolgimento delle periferie, lo sviluppo economico e la sostenibilità ambientale. Nelle prossime settimane ci faremo promotori di iniziative pubbliche volte a spiegare ai cittadini le nostre idee e i nostri progetti per disegnare insieme la Marcianise del futuro”.

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