Mazzata per l'Asl, annullato bando milionario

Accolto dal Tar il ricorso sull'affidamento dei servizi socio-sanitari

Un bando dal valore che sfiora i 3 milioni di euro annullato. La quinta sezione del Tar della Campania (presidente Santino Scudeller) ha accolto il ricorso presentato contro l’Asl di Caserta da parte del Consorzio di cooperative sociali “L’albero della Vita” Onlus, mandataria dell’Ati di imprese Cooperativa AIDO e Consorzio Filipendo, in cui si richiedeva l’annullamento della procedura di gara e dell’aggiudicazione del bando per l'affidamento dei servizi socio-sanitari per i presidi ospedalieri dell’Asl di Caserta.

Il Consorzio, piazzatosi ultimo in graduatoria, nel ricorso ai giudici amministrativi lamentava l’illegittimità dell’ammissione di tutte le imprese che l’hanno preceduta, chiedendo pertanto l’annullamento dell’aggiudicazione in favore dei vincitori, il Consorzio Italia, oltre all’esclusione di tutte le altre imprese ammesse alla gara.

Due i motivi alla base del ricorso: il primo in merito alle offerte presentate dalle altre imprese, che “avrebbero tutte violato il costo minimo tabellare ed inderogabile del lavoro, essendo modulate su un monte orario differente da quello stabilito dal capitolato”; il secondo invece riguarda il bando stesso, ritenuto illegittimo in quanto la Stazione appaltante aveva riconosciuto all’elemento prezzo un peso ponderale (80 su 100) sproporzionato rispetto a quello attribuito agli altri elementi (20 su 100).

I giudici, come si legge nella sentenza, respingono il primo motivo di ricorso precisando “la atura puramente indicativa e non vincolante delle Tabelle ministeriali sul costo del lavoro, assolvendo ad una funzione di parametro di riferimento dal quale è possibile discostarsi, in sede di giustificazioni dell'anomalia, sulla scorta di una dimostrazione puntuale e rigorosa in relazione a valutazioni statistiche ed analisi aziendali evidenzianti una particolare organizzazione in grado di giustificare la sostenibilità di costi inferiori purché siano rispettati i trattamenti salariali minimi inderogabili”.

Ben diverso il parere sul secondo motivo di ricorso, accolto dai giudici del Tar. “La previsione di soli 20 punti (su 100) per l'offerta tecnica e ben 80 punti per l'offerta economica – si legge nella sentenza del tribunale amministrativo - quali previsti nel capitolato speciale di appalto approvato dalla ASL e poi trasfuso nel disciplinare di gara predisposto dalla SUA (pur nella non applicabilità, come visto, del limite del 30%) - non consente di assicurare il rispetto del miglior rapporto qualità/prezzo, atteso che la valorizzazione della componente economica finisce per prevalere in maniera sproporzionata ed irragionevole sulla valutazione della qualità dell’offerta”.

Il Tar ha quindi accolto il ricorso annullando il bando di gare, condannando l’Asl ed il Provveditorato Interregionale alla Opere Pubbliche alla refusione delle spese di lite al Consorzio ricorrente per 2mila euro.

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