La guerra del supermercato: nuovo stop dei giudici al Comune

L'imprenditrice: "Credo che sia chiara la persecuzione politica"

L'imprenditrice Rosaria Monaco

La querelle giudiziaria (e politica?) tra l’amministrazione comunale di Trentola Ducenta guidata dal sindaco Andrea Sagliocco e l’imprenditrice Rosaria Monaco (cugina della moglie dell’avvocato Michele Apicella, candidato a sindaco alle ultime amministrative) non trova (ancora) una soluzione definitiva.

Il tutto parte con il mancato rilascio della Sca (Segnalazione Certificata di Agibilità) alla Monaco per un locale commerciale (che dovrebbe ospitare un Decò) in via Nunziale Sant’Antonio. Si finisce quindi davanti ad un giudice del Tar che accoglie la richiesta di sospensiva del provvedimento e dà appuntamento a Comune e imprenditrice al 10 gennaio.

Intanto però dal Municipio non ne vogliono sapere di attendere l’esito del procedimento giudiziario e già il 3 gennaio il responsabile dell’ufficio tecnico invia alla Monaco un provvedimento di “diniego definitivo della Sca”. In pratica dal Comune dicono: “Questa agibilità non te la daremo mai”.

L’ex candidata al consiglio comunale a sostegno di Apicella impugna quindi anche questo provvedimento e incarica il proprio legale di chiedere la sospensiva anche di questo ‘diniego definitivo’. E giovedì (ma oggi c’è stata la pubblicazione) durante la discussione al Tar è arrivata la seconda sospensiva di fila (in 10 giorni) col giudice della ottava sezione (presidente Francesco Gaudieri) che ha accolto l’istanza della Monaco, fissando per la trattazione collegiale della domanda cautelare la camera di consiglio del 30 gennaio 2019.

La Monaco spiega il perché di questo secondo atto di ‘risposta’ al Comune: “Abbiamo impugnato anche il diniego definitivo in quanto lo ritenevamo profondamente ingiusto e pretestuoso. Credo che veramente sia chiara la persecuzione politica nei confronti della mia famiglia solo perché evidentemente avevamo ed abbiamo tuttora idee politiche differenti. Auspichiamo che tutto questo termini presto perché ci sentiamo profondamente offesi quali cittadini. Da imprenditori che operano da anni sul territorio ritengo che incrementare attività del genere sul territorio possa favorire opportunità di lavoro e questo dovrebbe non essere ostacolato da chi amministra”.

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