Parco residenziale ‘pericoloso’, il Tar boccia il decreto del Comune

I giudici accolgono il ricorso della proprietaria del complesso ‘Le Anfore’ sulla revoca dell’agibilità

Il parco delle Anfore di Castel Volturno

L’ottava sezione del Tar della Campania (presidente Francesco Gaudieri) boccia con una sentenza la decisione del Comune di Castel Volturno, ed in particolare del suo settore Urbanistica, di revocare in via precauzionale i certificati di agibilità del complesso immobiliare residenziale e commerciale ‘Le Anfore’, in località Torre di Patria sulla statale Domiziana.

Il provvedimento del Comune

I giudici amministrativi di Napoli hanno infatti accolto il ricorso di A.G., proprietaria del complesso immobiliare che lo scorso febbraio si vide notificare il dispositivo di ‘revoca precauzionale’ dei certificati di agibilità riguardanti sei permessi a costruire. Un provvedimento basato “sulla dichiarata necessità di salvaguardare la pubblica e privata incolumità” perché, stando quanto a riportato nella revoca frutto della consulenza tecnica d’ufficio a firma di un ingegnere incaricato dal pm presso la procura di Santa Capua Vetere, e disposta nel procedimento penale pendente a carico (tra gli altri) della ricorrente, “il certificato di collaudo effettuato ai fini del rilascio dell’autorizzazione sismica in sanatoria è stato emesso su documentazione che non corrisponde allo stato reale dei luoghi … così come il calcolo strutturale di verifica”, mentre “si ritiene che non possano escludersi situazioni di pericolo”.

La sentenza del Tar

La proprietaria del complesso ‘Le Anfore’ ha quindi impugnato il decreto accusando il Comune di eccesso di potere e carenza di istruttoria. Tesi accolte dai giudici dell’ottava sezione del Tar, che spiegano come “l’impugnato decreto di revoca precauzionale non risulta rispondere ad alcuno degli schemi legali attraverso i quali può manifestarsi il potere amministrativo. Nella fattispecie l’amministrazione comunale – agendo al dichiarato fine di salvaguardare la pubblica e privata incolumità – non solo non ha fatto ricorso allo strumento “tipico” offerto dal legislatore per fronteggiare situazioni di pericolo imminente (l’ordinanza sindacale contingibile e urgente), ma ha revocato due certificati di agibilità “in via precauzionale”, omettendo la fissazione di un termine, con ciò rendendo potenzialmente definitivi - di fatto - gli effetti della disposta revoca”.

Ma i giudici non bocciano solo la questione relativa alla qualificazione giuridica dell’atto impugnato. Per il Tar “sulta altresì fondata la censura che attiene alla carenza istruttoria”. Secondo i giudici “i certificati di agibilità rilasciati in relazione al complesso immobiliare risultano revocati sulla scorta della sola conoscenza della risultanze della ctu disposta in sede penale, senza che il Comune si sia attivato per effettuare - a mezzo dei propri tecnici - le necessarie verifiche sulla condizione degli immobili interessati: verifiche quanto mai opportune, tenuto conto delle conclusioni del consulente del pm secondo cui è “necessaria ed improcrastinabile” una valutazione strutturale dell’edificio e “non possano escludersi situazioni di pericolo riflesse della struttura portante”.

Il Tar ha quindi accolto il ricorso presentato dalla proprietaria del parco ‘Le Anfore’, annullando il decreto del Comune e condannando l’Ente al pagamento delle spese di lite.

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