Carabiniere ucciso, l'affondo di Saviano: "C'è già chi fa orrida propaganda contro i migranti"

Lo scrittore interviene sulla morte del Brigadiere napoletano accoltellato a Roma

Lo scrittore Roberto Saviano

Rende omaggio a chi è morto rendendo onore all’Arma, ma non manca di critica chi sta strumentalizzando la vicenda per fini politici, dato che gli aggressori sarebbero cittadini extracomunitari. È l’intervento dello scrittore casertano Roberto Saviano sulla tragedia avvenuta la notte scorsa a Roma: nella Capitale ha perso la vita il Brigadiere 35enne di Somma Vesuviana Mario Cerciello Rega, accoltellata più volte dagli autori di un 'cavallo di ritorno'. 

"L’operazione in cui era impegnato sembrava semplice - spiega Saviano - due balordi, dopo aver rubato la borsa a una ragazza, avevano provato a fare un cavallo di ritorno: paga e riavrai borsa, documenti e chiavi. 100 euro il prezzo. All’incontro però, dopo la denuncia, si erano presentati i Carabinieri. 8 coltellate significa che i Carabinieri non sono arrivati sul luogo con le pistole spianate, non sono piombati con violenza, ma con la prudenza del diritto; sono intervenuti per misurare le intenzioni di chi avevano di fronte e speravano magari di poter risolvere tutto senza colpo ferire”.

Purtroppo, l’epilogo della vicenda è stato ben diverso, con le 8 coltellate e la morte in ospedale del Brigadiere. "Questo è stato l’ultimo onore di Mario Cerciello Rega che si è comportato da Carabiniere contro questi banditi, e ha pagato con la vita - va avanti l'autore di Gomorra - Non esistono mai servizi semplici quando si è in strada. Vivo tra i Carabinieri da 13 anni, ho imparato a conoscere lo stress degli appostamenti notturni, i pattugliamenti, la fatica. E ho sentito ieri stesso i commenti disperati dei colleghi: “Cazzo, si era appena sposato!””.

Infine la stoccata di Saviano a chi sta strumentalizzando la vicenda: “E ora la morte di Mario Cerciello Rega è già territorio saccheggiato dalla peggiore propaganda - prosegue infatti lo scrittore - La morte di un Carabiniere in servizio non può essere usata come orrido strumento politico contro i migranti. Delinquenti politici che, per allontanare da sé i sospetti sui crimini commessi, non esitano a usare i più deboli tra voi, e i più esasperati (ognuno ha una ragione per esserlo), per alimentare sentimenti razzisti che non hanno ragione di esistere. Quando la camorra uccide, non è pensabile incolpare tutti i campani… Mi rendo conto che non è semplice - conclude Saviano - ma sta a noi comprendere la reale situazione criminale del nostro Paese e difendere il sacrificio di un uomo, di un Carabiniere caduto mentre agiva rispettando il giuramento prestato alle leggi democratiche del suo Paese".

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