Ospedale ‘declassato’, il Comune porta il piano della Regione in tribunale

Fronte compatto nella riunione dei Capigruppo contro il ridimensionamento del Melorio

L'ospedale Melorio di Santa Maria Capua Vetere

Il Piano ospedaliero regionale verrà impugnato dinanzi al Tar dal Comune di Santa Maria Capua Vetere. La conferenza dei capigruppo che si è tenuta questa mattina presso la Sala Giunta di Palazzo Lucarelli ha votato all’unanimità la proposta di impugnare il Piano che nasce sia dagli incontri precedentemente svolti con i rappresentanti consiliari della maggioranza e della opposizione, sia dalla riunione che il primo cittadino ha tenuto presso la Presidenza della Commissione Sanità della Regione Campania durante la quale è stata evidenziata la decisa contrarietà di tutto il territorio e di tutte le forze politiche della città al nuovo Piano ospedaliero che, tra le altre cose, prevede il ridimensionamento dell’ospedale Melorio.

Dalla relazione del sindaco Antonio Mirra è emersa l’assoluta opportunità nonché l’importanza politica della stessa, dai consiglieri presenti alla capigruppo Pasquale Cipullo, Salvatore Mastroianni, Umberto Pappadia, Elisabetta Milone, Dino Capitelli, Mariella Uccella, Stefania Viscardo, Roberta Masciandaro, Carlo Russo e Gaetano Di Monaco, rispetto alla necessità di difendere in maniera decisa il presidio ospedaliero e il diritto alla salute di oltre 100mila cittadini di questa area della provincia. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Angelo Alfano ha fatto invece pervenire la sua impossibilità per motivi di salute a presenziare alla conferenza di questa mattina, ribadendo però la piena adesione del suo gruppo consiliare alla proposta condivisa all'unanimità da tutte le forze politiche.

“Siamo fortemente convinti – ha ribadito il sindaco Antonio Mirra – che si tratti di un Piano assolutamente sbagliato per quanto riguarda le scelte di politica sanitaria in questo territorio e siamo pronti a qualsiasi battaglia, con l’ulteriore coinvolgimento di tutte le rappresentanze istituzionali del territorio e mettendo da parte le appartenenze politiche nell’esclusivo interesse del territorio così come è avvenuto e avviene anche rispetto ad altri significativi temi, affinché si arrivi a un miglioramento delle decisioni che garantiscano equamente il diritto alla salute di tutti i cittadini”. 

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