Biblioteca diocesana, il vescovo annuncia la riapertura e chiede l’aiuto dei privati

D'Alise parla del riassetto della struttura dopo lo stop all'Istituto di Scienze Religiose. Sulla Chiesa di San Sebastiano assicura: "Solo lavori di messa in sicurezza"

Il vescovo di Caserta, Giovanni D'Alise

Sono state tante le preoccupazioni e le polemiche, susseguitesi nelle ultime settimane, legate alla presunta chiusura definitiva della Biblioteca diocesana di Caserta.

LA LETTERA DI TANZARELLA

A sottolineare fin dalla prima ora la delicata questione è stato l’ex deputato casertano Sergio Tanzarella - docente presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma e presso la Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale di Napoli, tra i principali benefattori del patrimonio librario presente all’interno della Biblioteca diocesana di Caserta – il quale attraverso una lettera aperta ha difatti chiesto al vescovo Giovanni D’Alise quale potesse essere il progetto di una futura e più ampia fruizione della struttura, non esitando ad esprimere parole forti.

LA PAROLA AL VESCOVO

Dunque è più che mai urgente cercare di fare un po’ di chiarezza sulla vicenda che riguarda appunto la struttura situata all’interno della Curia vescovile, nel centro storico di Caserta. Ed è per questo che abbiamo voluto interpellare direttamente il vescovo Giovanni D’Alise, il quale ha tenuto a ricostruire tutte le tappe necessarie per la reale conoscenza dei fatti.

“Prima di tutto vi ringrazio perché mi avete chiesto direttamente cosa penso a riguardo – ha esordito Monsignor D’Alise - perché normalmente in città si ascoltano tutte le chiacchiere e le si fanno diventare verità. Chi veramente ha intenzione di capire la verità comprende i passi, chi invece ha pregiudizi non comprende esattamente niente”.

“In Curia a Caserta abbiamo avuto fino a giugno di quest’anno l’Istituto Superiore di Scienze Religiose ‘San Pietro’, collegato alla Facoltà di teologia di Napoli – ha continuato - Come noto la Santa Sede e precisamente la Congregazione per l’educazione cattolica che fa capo ad essa sono entrate da più di 8 anni nel processo di riforma internazionale dei sistemi di istruzione superiore dell’Unione Europea, il cosiddetto processo di Bologna, per cui le lauree e i diplomi che rilasciamo nei nostri istituti possono essere spesi in tutta Europa. Dal momento in cui però abbiamo ottenuto questo beneficio, la Chiesa ha dovuto dare delle garanzie sullo studio. Per cui abbiamo chiuso gli istituti religiosi presenti nelle 6 diocesi della provincia di Caserta e li abbiamo accorpati in un unico istituto che attualmente ha sede a Capua, ovvero l’Istituto Superiore di Scienze Religiose Interdiocesano ‘Ss. Apostoli Pietro e Paolo’”.

“Abbiamo dovuto dunque ripensare come, anche da un punto di vista economico, poter far ripartire la Biblioteca diocesana di Caserta, dopo la chiusura dell’istituto – ha incalzato il vescovo Giovanni D’Alise - e abbiamo dovuto fare i conti con risorse che sono venute a mancare. Inoltre bisogna tener presente che negli ultimi mesi sono venute a malapena una decina di persone all’interno della struttura. Nel frattempo, insieme ad altre 14 diocesi, abbiamo prelevato il Seminario San Luigi in Posillipo per la formazione dei nostri sacerdoti”.

Non ho chiuso dunque nessuna biblioteca – ha precisato – Dobbiamo solo ristrutturarla da un punto di vista di risorse umane e finanziarie ed è per questo che abbiamo preso un po’ di tempo. Mi sto impegnando perché la nostra biblioteca possa diventare un motore propellente per quanto riguarda l’aspetto culturale in città”.

“Tuttavia pensiamo di aver risolto il problema – ha rassicurato - Il 2 dicembre di quest’anno infatti la biblioteca sarà riaperta tutti i pomeriggi dal lunedì al giovedì”. Poi l’appello alla società civile: “Con l’aiuto economico da parte dei cittadini o dei privati, potremo far diventare l’ex istituto e la Biblioteca diocesana un centro culturale della città. Questo è un augurio che ovviamente dipende dalla disponibilità delle persone”.

PARROCCHIA DI SAN SEBASTIANO: NESSUNA CHIUSURA

È sempre delle ultime settimane la polemica sulla possibile chiusura definitiva della Parrocchia di San Sebastiano, che come noto conserva da anni ancora il culto del co-patrono di Caserta e protettore della polizia municipale. La Chiesa, sita in via Mazzini-largo San Sebastiano, è stata momentaneamente chiusa per la messa in sicurezza. “In questi giorni ci sono stati dei tecnici che hanno effettuato sopralluoghi all’interno dell’edificio – ha dichiarato il vescovo Giovanni D’Alise - Se dovessero ritenere che ci vogliono interventi minimi, apriamo dopo averli fatti. Per me viene prima di tutto la sicurezza delle persone”.

“Molti pensano che questa sia la via per poter chiudere la chiesa – ha concluso – ma io non ho nessuna intenzione di togliere quella parrocchia. Anche se devo sottolineare che non abbiamo nessuna entrata se non ciò che ci viene assegnato dall’8xmille, che molti tra l’altro non firmano e poi chiedono servizi. Secondo me dobbiamo riconsiderare il fatto che bisogna contribuire per avere certi servizi. Ma prima di tutto la sicurezza delle persone”.

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