Un dossier dell'assessore per convincere i consiglieri a votare. Ma il bilancio cambia di nuovo

A poche ore dal voto in aula viene modificata la proposta di emendamento presentata dal Pd. L'assessore Pica scrive ai consiglieri una relazione di 134 pagine per convincerli

L'assessore del Comune di Caserta Federico Pica

Centotraquattro pagine per dimostrare che i bilanci sono ‘votabili’; una lunga relazione in cui si contestano tutte le bocciature avute dal Ministero dell’Interno e dalla Corte dei Conti; fiumi di parole, degne di un professore universitario, che rappresentano un punto di partenza nell’ottica di una possibile rivisitazioni delle norme statale che interessano i Comuni. Ma che, alla fine, onestamente, non sembrano risolvere a pieno ed incontrovertibilmente, tutti i dubbi che sono sorti negli ultimi giorni nei consiglieri comunali di maggioranza che giovedì dovrebbero votare i tre bilanci fondamentali per permettere il proseguo dell’amministrazione comunale di Carlo Marino: Consuntivo 2017, Consuntivo 2018, Previsionale 2019. 

Va detto che l’assessore alle Finanze Federico Pica c’ha messo del suo nella relazione messa a disposizione dei consiglieri comunali, non lesinando interventi più politici che tecnici, facendo riferimento anche alla differenza dei servizi (rispetto alle tasse pagate) tra il Comune di Caserta e diversi comuni del Nord Italia, inserendo all’interno schemi e tabelle sulle effettive entrate dei singoli enti presi in considerazione. Un lavoro non semplice, che dimostra quanto l’assessore Pica si sia dedicato al lavoro sui bilanci da approvare dopo il secondo dissesto, le cui colpe, per il professore universitario, vanno ricercate negli errori commessi già durante l’amministrazione Del Gaudio (primo dissesto) e poi sotto la gestione commissariale Niccolò. Non lesinando, da parte dell’assessore alle Finanze, anche critiche nei confronti della Corte dei Conti (per il piano di riequilibrio che non è stato accolto) così come per i rilievi del Ministero che, a suo dire, non avrebbero dato ‘fiducia’ a Caserta, leggendo i numeri proposti dal Comune.

Al netto delle ‘tesi politiche’ dell’assessore Pica (che ancora una volta chiede ‘fiducia’ ai consiglieri), non vanno dimenticati gli errori commessi dagli uffici comunali di Caserta e che sono stati anche ‘parte integrante’ delle bocciature elencate dallo stesso assessore, così come del parere negativo dato dal presidente dell’attuale collegio dei revisori Giuseppe Fattopace al Consuntivo 2018. Così come non va dimenticato che il parere ‘positivo con riserva’ al Previsionale 2019 è arrivato solo dopo un emendamento a firma del capogruppo Pd Andrea Boccagna che è andato a modificare un bilancio (nuovamente) sbagliato che ha rischiato di vedere un altro ‘no’ dei revisori. Un emendamento che è stato poi modificato (il 13 dicembre, quattro giorni dopo la presentazione) e che ha previsto una ulteriore modifica con la cancellazione dei 200mila euro per la micro isola ecologica ed il contestuale aumento della spesa per lo smaltimento dei rifiuti differenziati.

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Tutti fatti, in realtà, che sono al corrente dello stesso assessore Pica; tant’è che il professore, nella nota indirizzata ai consiglieri, sottolinea come “questo scritto è ampiamente incompleto” in quanto “manca l’ultima revisione, con controllo dei dati riferiti al 2018 e 2019” (quelli, per intenderci, che sono stati messi in dubbio dagli stessi revisori) “ed approfondimenti importanti riferiti all’ipotesi di violazione del patto di stabilità 2015 e quelli concernenti le riscossioni della Tari” a causa della “particolare situazione in cui versano gli uffici finanziari del Comune ed alle relative anomalie”. Anomali che non hanno fermato l’assessore dagli “obblighi ben precisi” che ritiene di avere “rispetto ai quali le inadeguatezze mie e di altri non possono costruire ragione per non fare ciò che ho l’impegno di fare”. Rimarcando, nuovamente, la necessità di “interventi puntuali” che il Comune “si mostri capace di rispettarli” pur sottolineando di non aver titolo “ad assumere, in via personale, impegni a nome della giunta”. Impegni che riguardano proprio la gestione del settore Finanze dell’Ente. “Va costruito un percorso” sottolinea Pica “un risanamento amministrativo prima che finanziario” tirando in ballo la necessità di avere una puntuale relazione trimestrale del collegio dei revisori in ordine al risanamento sulla base delle prescrizioni del Ministero dell’Interno. Ora resta da capire se ci sarà il tempo di mantenere questa promessa. 

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