Caos Puc, il Comune fa ricorso ma scatta l’esposto alla Corte dei Conti

Noi Aversani: “Accanimento nei confronti dei professionisti e sperpero di denaro"

Il gruppo di Noi Aversani

Il Puc accende gli animi (già caldi, per la verità) di questo gennaio al Comune di Aversa. La giunta comunale presieduta dal sindaco Enrico De Cristofaro ha infatti deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar Campania che aveva annullato le ordinanze del dirigente col quale si era deciso di annullare l’affidamento della progettazione allo “Studio Castiello Projects” che si era aggiudicato il bando presso l’Asmel.

Ma la decisione di impegnare i 5mila euro per il ricorso al Consiglio di Stato per l’avvocato Romaniello ha fatto andare su tutte le furie il gruppo di opposizione ‘Noi Aversani’ che ha per questo motivo annunciato un esposto alla Procura della Corte dei Conti “per far sì che venga ristabilita la trasparenza e soprattutto non siano ancora una volta i cittadini a pagare gli sbagli, i ritardi e gli accanimenti che questa inefficiente classe dirigente aversana sta continuando ad perpetuare a danno della collettività solo ed esclusivamente per motivi personali, senza alcuna logica amministrativa o giuridica”.

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“E’ evidente - si legge nella nota del movimento rappresentato da 2 consiglieri comunali (Carmine Palmiero e Francesco Sagliocco) e dall’ex vice sindaco Federica Turco - il Comune di Aversa sta operando un vero proprio accanimento nei confronti dei professionisti aggiudicatari e sta aggravando la situazione dell’erario comunale, con ciò provocando un ritardo notevole sia per la redazione del Puc (che potrebbe così essere commissariato se non approvato entro il 15/03) sia per le casse comunali che devono sostenere ulteriori spese di giudizio, nonostante il Comune continui a soccombere, e i costi di una nuova procedura in corso che procurerà ulteriore contenzioso. Tutto ciò chiaramente a danno dei cittadini aversani, che vedono sempre meno servizi e sono costretti ad assistere quotidianamente a tanto sperpero di danaro pubblico che potrebbe essere investito in viabilità o nelle scuole o ancora meglio nei servizi sociali”.

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