Sfrattati dal Comune, la Pro Loco porta il caso in tribunale

Ricorso contro la decisione presa dall'Ente per l'inoperatività della sede concessa

Spunta una nuova grana al Tar della Campania per il Comune di Aversa. Questa volta a fare causa all’Ente normanno, ora ‘orfano’ dell’ormai ex sindaco De Cristofaro, è stata R.S., che ha chiesto ai giudici l’annullamento della delibera di giunta del dicembre scorso con la quale si “sfrattava” la Pro Loco dai locali concessi dal Comune in via Botticelli.

Una vicenda nata nel 2016, quando gli eredi di Giovanni Argo hanno segnalato al Comune “l’inoperosità della Pro Loco e lo stato di abbandono in cui versano i locali” chiedendo un intervento del Comune (anche per attivare la Pro Loco) o la restituzione l’immobile agli eredi del benefattore. Perché negli anni ‘70 Giovanni Argo, dopo aver costruito l’omonimo parco residenziale, donò al Comune di Aversa due immobili: uno per Onmi (Organizzazione Nazionale Maternità e Infanzia) per consentire le visite per il Consultorio comunale, ora dell’Asl, al parco Argo, in via Michelangelo; un secondo quale sede della Pro Loco (o con finalità analoghe) sempre al parco Argo, in via Botticelli.

Il Comune ha deciso di resistere in giudizio affidando il caso all’avvocato Giuseppe Nerone.

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