Precari della scuola, Miur condannato a pagare scatti di anzianità non percepiti

Accolti cinque ricorsi presentati dal sindacato Anief: "Stessi diritti dei colleghi di ruolo"

La sentenza in tribunale

Ad altri 5 precari della scuola sono stati riconosciuti gli scatti d'anzianità dal primo anno di precariato. Lo rende noto l'Anief Campania, associazione professionale e sindacale, che si è rivolta alla Sezione Lavoro del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, conseguendo l’accertamento del diritto dei lavoratori precari a percepire, a partire dal primo anno di precariato, i medesimi scatti di anzianità erogati ai dipendenti assunti a tempo indeterminato. Il Giudice del Lavoro di Santa Maria Capua Vetere ha condannato il Miur a pagare ai ricorrenti le differenze retributive corrispondenti agli incrementi stipendiali maturati durante il periodo di precariato (la cosiddetta progressione economica). 

Il Giudice del Lavoro di Santa Maria Capua Vetere, infatti, ha accolto le tesi Anief degli avvocati Walter Miceli, Fabio Ganci e Guglielmo Abbate. La questione rappresenta il cavallo di battaglia “storico” del sindacato Anief e oggi costituisce “giurisprudenza consolidata” sia nelle Corti territoriali che in Cassazione.

Particolare importanza assume tra le cinque sentenze quella che ha condannato il Miur anche al risarcimento del danno in favore del ricorrente Anief commisurato in otto mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto percepita. Il Tribunale, infatti, ha stabilito che, nelle ipotesi in cui l’interessato non è mai potuto accedere alla prospettiva di stabilizzazione, deve essere riconosciuto il diritto al risarcimento del danno.

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“Continua nelle aule di tribunale – commenta Stefano Cavallini, presidente regionale Anief Campania e Segretario Generale Anief – la battaglia vincente del sindacato per veder riconosciuti al personale scolastico precario, sia a livello retributivo che di progressione di carriera, gli stessi diritti riconosciuti al personale di ruolo. Continueremo a richiederlo fintanto che l’amministrazione si ostinerà a non riconoscere questa verità palese a livello normativo e contrattuale”.

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