Petizione per il centro sociale dopo il sequestro della Procura

Centinaia di firme in poche ore, gli attivisti: "Messa in sicurezza per la ripresa delle attività"

La protesta del centro sociale

Petizione online per riaprire l'ex Canapificio di Caserta dopo il sequestro, per pericolo di crolli, da parte della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Gli attivisti chiedono alla Regione, proprietaria dello stabile, ed alla Prefettura ed al Comune di Caserta di mettere in sicurezza la struttura di viale Ellittico e far ripartire le attività del Centro Sociale. In poche ore l'appello ha raggiunto quasi 900 sottoscrizioni.

"Dal 2007 - si legge nella petizione - il Centro Sociale Ex Canapificio caratterizza la gestione del progetto di accoglienza SPRAR rendendo Caserta un modello nazionale ed europeo virtuoso: non ci si è limitati alla gestione dell’accoglienza, ma si sono costruiti dei percorsi che hanno coinvolto noi e i rifugiati, insieme, in prima persona. La chiamiamo 'Inclusione sociale bilaterale'. E’ in quest’ottica che l’Ex Canapificio è punto di riferimento di oltre 400 famiglie casertane che sono accompagnate all’accesso di varie forme di sostegno al reddito, dai Lavori di Pubblica Utilità al REI e al Reddito di Cittadinanza; a quest’attività si affianca quella degli sportelli di supporto ai migranti e rifugiati della Castel Volturno Area, sostenuti nella conquista di diritti contro lo sfruttamento e l’irregolarità; l’Ex Canapificio è anche la casa operativa del Piedibus, col quale 200 bambini vanno a piedi a scuola, nonché di organizzazione di un doposcuola e di laboratori pomeridiani per bambini e regazzi; da qui parte l’organizzazione di attività di riapertura e riqualificazione riapertura dei beni comuni nonché di messa in sicurezza dei rioni popolari.

Il modello di gestione del progetto Sprar che ha promosso il Centro Sociale Ex Canapificio, ha fatto sì che circa 1000 famiglie della città percepiranno un Bonus integrativo ai Buoni Libro, mediante fondi premiali ricevuti dal Comune in virtù dell’accoglienza praticata sul territorio. In tutte queste attività immigrati e italiani collaborano: sono come delle cornici inclusive, che rendono possibile il miglioramento del territorio mediante la cooperazione di tutti. Il sequestro della struttura regionale dell’Ex Canapificio - concludono - mette a rischio questo modello. Quando si chiude un presidio di legalità, sicurezza e servizi per il territorio, riteniamo opportuno che si individui contestualmente una tabella di marcia per il ripristino della sicurezza dei luoghi e favorire così una puntuale ripresa delle attività che vi si svolgevano all’interno, riconosciute come indispensabili dai più alti livelli istituzionali".

Gli attivisti scenderanno in piazza sabato 16 marzo per un corteo tra le strade di Caserta.  

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