Ospedale a rischio, ora si muovono tutti. "Serve un tavolo in Prefettura"

La consigliera Crisci: "No ai Masaniello, c'è tempo per rimediare". Anche il Pd si schiera contro il declassamento. Documento degli amministratori della Valle di Suessola

La politica inizia a muoversi in maniera trasversale sulla questione dell’ospedale di Maddaloni che riguarda anche l'intera Valle di Suessola. A scendere in campo contro la decisione della Regione Campania, guidata dal Pd, di declassare l’ospedale di Maddaloni sono Maurizio Masiello, Luigi Bove e Giuseppe Vinciguerra, rispettivamente assessore comunale di Santa Maria a Vico, vice sindaco di Maddaloni ed ex capogruppo di minoranza di Cervino. I tre amministratori dichiarano: “Da figli di questa terra ci sentiamo fortemente penalizzati dalla decisione della Regione Campania, a guida Pd e centrosinistra, di rendere l’spedale di Maddaloni a mero Pronto Soccorso, eliminando tutti i reparti. Facendo così si danneggia il diritto alla salute ad un'utenza di circa 90.000 abitanti tra Maddaloni e l'intera Valle di Suessola e poi considerando anche i comuni del beneventano a confine con la nostra Provincia e quelli del napoletano limitrofi alle nostre zone". Bove, Masiello e Vinciguerra accolgono l’invito del sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo di attivare tutte le forme possibili e democratiche per reagire alla scellerata decisione della Regione Campania. I tre amministratori dichiarano inoltre "tale decisione della Regione Campania è figlia dell’inadeguatezza di una classe dirigente e politica incapace e sorda e anche considerando l inconsistenza di coloro che dovrebbero tutelare le nostre zone e che invece latitano".

Sulla vicenda è intervenuta anche la consigliera comunale indipendente di Maddaloni Gaetana Crisci: “La Regione avrà 12 mesi per approvare il Piano, quindi l’Ospedale di Maddaloni è sì in pericolo ma abbiamo tempo a sufficienza per difendere i diritti di questo territorio. Nel Piano è previsto un ampliamento dell’ospedale di Marcianise e un declassamento del nosocomio di Maddaloni. Ora non è mia competenza stabilire se Marcianise abbia i requisiti per servire oltre 200.000 utenti, è un accertamento che verrà espletato dal Ministero della Salute. Certo è che Maddaloni per recuperare dignità deve necessariamente “riguadagnare” credibilità soprattutto dal punto di vista istituzionale. È inevitabile riconoscere che certe scelte di dimensionamento sono state conseguenza di uno stato strutturale fatiscente in cui tuttora versa l’ospedale di Maddaloni, nonostante fossero state confermate, anche dagli uffici dell’Asl di competenza opere di ristrutturazione e adeguamento. Già il dislocamento dei reparti di Ostetricia, Ginecologia e Pediatria nel 2014 presso l’Ospedale di Marcianise comportò un grave depauperamento per il nostro territorio e in quella occasione si addusse come giustificazione anche il fatto che avremmo trovato giovamento dal costruendo nuovo Policlinico della Sun con i suoi 350 posti letto. Ma ieri, come oggi, a farne le spese sono i cittadini che dovrebbero avere una sanità più efficiente, un ospedale che sappia accogliere e curare in modo adeguato a quanti vi afferiscono, senza subire trasferimenti presso altre strutture con tutti i disagi che ciò comporta per sè e per i propri familiari. La dialettica fine a sé stessa non porta alcun risultato. E le provocazioni politiche men che meno. Si organizzi subito un tavolo tecnico in Prefettura con i Vertici dell’ASL di Caserta e la Regione. Si provveda nell’immediatezza a sollevare la questione, adducendo tra le motivazioni anche le violazioni del DM 70/2015, dinanzi al Comitato tecnico sanitario istituito presso il Ministero della Salute che si preoccupa anche di verificare lo stato di attuazione dei programmi di adeguamento degli ospedali e vigila sul funzionamento dei meccanismi di controllo a livello regionale e aziendale. Si invochi, a tutela del bene della nostra comunità, il famoso principio di sussidiarietà sancito costituzionalmente all’art. 5. Si chiamino a raccolta le associazioni, i comitati, i parlamentari e i consiglieri regionali che ci considerano solo bacino di consensi elettorali e si faccia fronte comune. Mi auguro che il primo cittadino convochi nell’immediato un Consiglio comunale, magari aperto, primo passo per dimostrare che si cerca non solo un appoggio nella “emergenza” dalla minoranza e dalla cittadinanza, ma che ci sia volontà di cominciare a rispettare le diverse posizioni riguardo al modus operandi di questa maggioranza. Non abbiamo bisogno della rievocazione di tanti “Masaniello”, ma di una istituzione credibile che sappia dare alla nostra città le risposte che merita”. 

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Un fronte di lotta che potrebbe vedere il sostegno anche dell’ex candidato a sindaco del Pd di Maddaloni Angelo Campolattano: “Non accetteremo alcuna forma di ridimensionamento per l’ospedale di Maddaloni. Metteremo in campo tutto il nostro peso istituzionale per fare in modo di bloccare questo processo. In tale direzione già si è mosso l’eurodeputato Nicola Caputo assieme al presidente della commissione Sanità Stefano Graziano per la costituzione di un tavolo istituzionale che consenta di rivedere il piano e di non andare ad intaccare quella che è l’offerta di servizi dell’ospedale di Maddaloni già inspiegabilmente ridotta nel recente passato. Confido nel loro impegno e nella loro conoscenza del territorio per evitare che venga perpetrato un altro scippo. Come consigliere comunale, con tutto il circolo di Maddaloni, affiancheremo i nostri livelli istituzionali in questa difficile battaglia esercitando la nostra funzione di controllo e di pungolo. La nostra appartenenza ad un’area politica non deve essere confusa con un’omologazione a prescindere a decisioni che di politico hanno poco. I nostri rappresentanti istituzionali lo sanno bene e, per questo, da subito si sono mobilitati a difesa di una realtà imprescindibile per Maddaloni e per tutto il comprensorio dei comuni della Valle di Suéssola”.

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