'Nero e non solo' chiude dopo 27 anni per la 'cacciata' del vescovo

La Onlus deve riconsegnare la chiesa di Sant'Elena alla Curia per il mancato rinnovo del contratto di comodato

La chiesa di Largo Sant'Elena, sede della Onlus 'Nero e non solo'

L’addio all’immobile che per 27 anni ha ospitato le attività della Onlus ‘Nero e non solo’ nel supporto agli immigrati e ai più deboli, proponendo e promuovendo una convivenza concreta tra comunità residente e immigrati, sarà ufficiale il prossimo 20 luglio.

È quello il ‘giorno X’ in cui i volontari dovranno riconsegnare la chiesa di Sant’Elena, all’angolo tra piazza Gramsci e via Ferrante a Caserta, a conclusione di una vicenda scoppiata lo scorso anno con il mancato rinnovo del contratto di comodato e la ‘cacciata’ firmata dal vescovo di Caserta Giovanni D’Alise, giustificata anche con la “situazione precaria della cappella”.

L’esperienza sociale di ‘Nero e non solo’ però potrebbe non chiudersi qui. I volontari hanno infatti chiesto un incontro al sindaco Carlo Marino “per poter trovare insieme una soluzione. Si chiede alle organizzazioni sociali, alle associazioni e a singoli cittadini la disponibilità ad essere accolti anche per brevi periodi in attesa di trovare una nuova sede per continuare le attività”.

Nel marzo scorso il caso dello ‘sfratto’ era arrivato anche in Consiglio comunale, con la richiesta di stipulare un nuovo contratto di comodato gratuito bloccata però dalla situazione di dissesto finanziario dell’Ente. 

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