L'INTERVISTA Mirabelli: "L'Idrico sembra un carrozzone politico. Va sostituito"

Il commissario provinciale del Partito democratico: "Gravi irregolarità denunciate dal presidente dei revisori. Confido che il prefetto valuti attentamente la situazione

Il senatore Franco Mirabelli, commissario provinciale Pd Caserta

Senatore Mirabelli, il Pd di Caserta è di nuovo finto al centro delle polemiche per gli Enti strumentali. Il Consorzio Idrico sembra un "bubbone" pronto per esplodere. “Posso fare innanzitutto una premessa, per me fondamentale?”

Certo, dica. “Io credo che i partiti debbano restare fuori dalla gestione dei Consorzi e degli Enti strumentali. Bisogna lasciar fare ai sindaci ed ai soci”.

Ma dal Pd la tirano in ballo. L’ex sindaco di Macerata Luigi Munno ha chiesto un suo intervento. “Ho letto da CasertaNews le dichiarazioni di Munno, che richiama un intreccio tra partiti ed enti strumentali che secondo me non va bene e che, sicuramente, non è utile”.

Ha letto, però, il dossier del presidente del collegio dei revisori dell’Idrico… “Sì e devo dire che il quadro è molto preoccupante. Mi domando, però, se non sia un po’ tardivo farlo a pochi giorni dal voto per il rinnovo del consiglio di amministrazione. Mi chiedo perché non lo abbia fatto prima”.

Può essere, però si fanno accuse importanti. “Questo è certo. Quel rapporto contiene denunce di irregolarità molto gravi nella gestione del Consorzio e credo che sia giusto che il prefetto di Caserta valuti cosa fare anche rispetto ai rilievi fatti, anche rispetto alle convocazioni delle assemblea”.

Che idea si è fatto del Consorzio Idrico Terra di Lavoro? “Quello che traspare dalla relazione del presidente del collegio dei revisori dei conti è di un ente che fa qualunque cosa tranne che l’interesse pubblico. Appare più come un carrozzone politico e forse è utile iniziare a pensare come poterlo sostituire”.

Lei, come commissario provinciale del Pd Caserta, chiederà ai sindaci del suo partito di non recarsi a votare in assemblea venerdì? “Come le ho detto, credo che i partiti debbano restare fuori da questi discorsi. Bisogna lasciare che i singoli comuni facciano le proprie valutazioni sulla base dell’interesse pubblico”.

Allora le riformulo la domanda: se lei fosse delegato di un comune, parteciperebbe all’assemblea di venerdì considerando la denuncia del presidente dei revisori? “Se la Prefettura mi garantisse la validità della convocazione, a fronte di quello che è stato messo nero su bianco, parteciperei. In caso contrario qualche dubbio me lo porrei…”.

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