La moglie casertana di Papadopoulos torna a parlare del Russiagate: "Il professore era una spia della Cia"

Simona Mangiante intervistata da 'Repubblica parla dei rapporti con Pittella ed un ministro di Renzi

Simona Mangiante, avvocato di Caserta, sposata con George Papadopolus

"Per me ci sono pochi dubbi: era una spia della Cia, appoggiato dai servizi italiani". Lo afferma in un'intervista a 'Repubblica' Simona Mangiante, la moglie casertana di George Papadopoulos, ex membro dello staff di Donald Trump, parlando di Joseph Mifsud, il professore maltese al centro della contro-inchiesta sul Russiagate che sta conducendo il ministro della Giustizia americano William Barr. Mangiante, un'avvocata casertana di 34 anni che oggi vive a Los Angeles col marito, in passato ha lavorato per Mifsud e sostiene che il professore le era stato presentato nel 2011 dal "deputato europeo Gianni Pittella, che è un amico di famiglia. Eravamo a un evento della fondazione Euromed. Pittella mi disse che Mifsud era molto vicino al suo gruppo, i Socialisti & Democratici, ed era un attivista". Secondo la moglie di Papadopoulos, "nel novembre 2016 Pittella era a Filadefia per sostenere la Clinton, e Mifsud era con lui. Mifsud è un donatore della Fondazione Clinton. Non era affatto filo-Putin".

La donna, originaria di Caserta dove vivono ancora alcuni familiari, afferma che, terminato il contratto con l'Europarlamento nel settembre 2016, Pittella le suggerì di rivolgersi a Mifsud, che era appena diventato direttore del London Center of international law practice. "Mi prese col ruolo di direttrice delle relazioni diplomatiche, in realtà era interessato a dossier confidenziali di cui mi ero occupata a Bruxelles, e che mai gli ho rivelato", dichiara.

Parlando del suo lavoro al London Center of international law practice, l'avvocata spiega che il giorno prima di dare le sue dimissioni, "Misfud mi chiese di organizzare un evento a Londra per l'allora ministra italiana dell'Istruzione. Non ricordo il nome, so che faceva parte del governo Renzi. Il vero mestiere del professore era questo: cercare agganci, trovare connessioni con i governi. Era molto legato a quello di Renzi". "Resto convinta che il Russiagate vada letto al contrario: un complotto di Cia e governi social-democratici per impedire l'elezione di Trump", conclude Mangiante.

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