"Sogno di abbattere i muri dell'ex Italtel e realizzare una città nella città. Ma no agli espropri"

L'assessore Leone racconta a Casertanews l'idea di sviluppo del nuovo Puc. "C'è la volontà di non lasciare quell'area abbandonata. Dopo 36 anni speriamo di portare a casa il nuovo piano urbanistico"

L'assessore Nicola Leone illustra le linee del nuovo Puc

Puc partecipato. Questa é la nuova scommessa dell'amministrazione Mirra e dell'assessore all'Urbanistica Nicola Leone del Comune di Santa Maria Capua Vetere. Oggi c'è stato il lancio della piattaforma telematica dedicata al Puc di Santa Maria Capua Vetere, dove in sintonia con i principi rappresentanti le 'fasi delle osservazioni', a seguito dell'approvazione del preliminare del PUC, i cittadini possono interagire con l'amministrazione formulando quesiti, proponendo suggerimenti o osservazioni a cui gli uffici competenti daranno risposta. 

36 ANNI DI ATTESA

"Il Puc non nasce semplicemente come impulso dell'amministrazione comunale, ma nasce dal confronto col cittadino, ecco perché parliamo di Puc partecipato. Questo é il nostro obiettivo" spiega a Casertanews l'assessore ai Lavori pubblici ed Urbanistica Nicola Leone. Un piano urbanistico comunale che nella città samaritana manca da ben 36 anni. Infatti correva l'anno 1983 in cui venne redatto l'ultimo puc ad opera dello studio di progettazione Merola. "La pianificazione urbanistica a Santa Maria Capua Vetere - sottolinea l'assessore Leone - é tristemente ferma al 1983. In un paio di occasioni si cercò di aggiornare lo strumento di pianificazione urbana che é fondamentale per lo sviluppo della città ma non si arrivò a nulla di fatto. Un primo approccio in termini di aggiornamento lo si ebbe a cavallo tra la prima e la seconda consiliatura Iodice quindi nel 2002-2003 quando venne approvato in Giunta il nuovo PRG del professore Forte poiché si ebbe il passaggio tra la prima e la seconda consiliatura, l'approvazione fatta in Giunta non venne ratificata in Consiglio Comunale. Ci si perse all'epoca sui vari aggiornamenti ed adeguamenti del PRG che benché possa essere completo va aggiornato di continuo perché possa avere la sua utilità ma quando si mette mano a modifiche con la politica di mezzo non si arriva mai in fondo alle questioni. C'é stato poi il cd. dopo Iodice con l'era Giudicianni e Di Muro dove non si ebbe nessun passo in avanti. Con la consiliatura Mirra almeno si é giunti all'approvazione del preliminare che speriamo diventi definitivo data ancora la fase embrionale dell'osservazione ma siamo ottimisti. La legge regionale ha poi snellito molto le procedure dello strumento di pianificazione perché in larga parte si approva in Giunta e solo nel momento finale in consiglio comunale. Prima invece il consiglio comunale la faceva da padrona". 

"DIFENDIAMO IL CENTRO, MA ANCHE I QUARTIERI"

Il futuro quindi dell'urbanistica della città di Santa Maria Capua Vetere dopo anni di attesa dipenderà dall'approvazione dello strumento di pianificazione urbana. "Dalle linee guida indicate all'atto dell'insediamento - prosegue Leone - e consegnate al progettista del Piano nel preliminare emerge con chiarezza l'idea di sviluppo della città con il fondamentale recupero del centro storico che va ad incentivare i piani di recupero. Noi riteniamo che il centro storico sia bellissimo, che necessiti ancora di tutela dove decenni di assenza di pianificazione lo hanno deturpato. Il centro storico a cui faccio riferimento non é la semplice zona A ma abbraccia anche quartieri come Sant'Andrea, Sant'Erasmo, Sant'Agostino che hanno una loro storicità. Del resto la zona A, il cui obiettivo é un intervento di tipo conservativo, é già prevista nel Piano Territoriale della Provincia. L'obiettivo prevalente é anche lo sviluppo economico e quindi le zone di interesse del Piano saranno quelle poste all'uscita autostradale, l'area industriale ex Italtel o Siemens come dir si voglia e le cd. aree negate disseminate nel Comune samaritano come quella di Campo Sorbo. Quest'ultima é un'enorme area residenziale costruita su lottizzazione abusiva che ovviamente va rigenerata". 

IL FUTURO DELL'EX ITALTEL

Con riferimento all'area industriale ex Italtel l'assessore all'urbanistica precisa che si tratta di "un'area strategicamente fondamentale per lo sviluppo della città. Un tempo considerata periferica, adesso é a ridosso del centro cittadino con i suoi ben 200 mila metri quadri abibiti ad industrie. Ci siamo resi conto che un'area tipicamente industriale non ha ragione di esistere a ridosso del centro abitato ed ecco perché immaginiamo un'area mista che prevede tutta una serie di destinazioni con un'aliquota anche industriale ma sicuramente anche con un'aliquota commerciale, produttiva generale, di interesse pubblico ed immagino che quell'area si uniformi alla città. Strutturalmente é divisa dalla città da mura. Ecco io immagino che quei muri si abbattano ed al suo interno si realizzi un vissuto fatto di strade, piazze, parchi, spazi verdi e si unisca al centro cittadino. Una sorta di città nella città. Ciò che l'amministrazione può fare é prevedere tutto ciò da un punto di vista della pianificazione ma si tratta pur sempre di una zona di proprietà privata che fa capo ad una società con socio unico. L'amministrazione non ha intenzione e possibilità economiche di operare espropri. Il privato dovrebbe usufruire degli strumenti offerti dall'amministrazione per realizzare un'opera di grande sviluppo per la città". 

"NO AGLI ESPROPRI, CREIAMO LE CONDIZIONI ADATTE"

Benché l'area ex Italtel rappresenti una zona strategica per lo sviluppo urbanistico samaritano, il governo cittadino non auspica nessun esproprio qualora il privato non decidesse di avvalersi degli strumenti di sviluppo offerti dall'amministrazione. "Gli espropri non sono semplici - evidenzia Leone - sono forti come scelte anche perché a causa dei tagli verticali adoperati dal Governo gran parte delle amministrazioni limitrofe si trovano in una situazione di sofferenza con stadi di predissesto o dissesto. Il bilancio di Santa Maria Capua é in attivo e ciò consente di fornire tutti i servizi essenziali e di pagare i fornitori entro i 60/90 giorni. È un elemento rassicurante ma fare una scelta come l'esproprio di quell'area con i fondi comunali é azzardato. L'amministrazione dovrebbe espropriare per farci cosa? Non può di certo fare sviluppo economico può solo limitarsi ad interventi di carattere pubblico e su una zona così vasta gli interventi sarebbero parziali. Quindi a conti fatti il Comune può solo creare le condizioni di interesse perché il privato poi le utilizzi. Ci sono poi espropri risalenti agli anni '70 ed '80 ancora insoluti come quelli che riguardano la zona C1 Nord ed un altro é impensabile'. L'attesa che definirà le sorti urbanistiche della città di Santa Maria Capua Vetere allo scadere dei 60 giorni é affidata anche all'interazione cittadina facilitata dall'accesso al portale istituzionale della città e cliccando sul banner riguardante il Puc. Che la città abbia la sua voce dopo anni di silenzio".

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