Lampis lascia la Reggia con numeri positivi. "A marzo 20mila visitatori in più rispetto al 2018"

Il reggente ha incontrato la nuova direttrice Maffei ed ha ricordato il lavoro di dialogo fatto col personale ed i sindacati dopo la guerra con Mauro Felicori

La neo direttrice Tiziana Maffei ed Antonio Lampis

Antonio Lampis si appresta a lasciare la guida della Reggia di Caserta a Tiziana Maffei, appena indicata dal ministro per i Beni Culturali Alberto Bonisoli quale nuova direttrice del palazzo vanvitelliano. E all’indomani della ‘visita privata’ della ‘neo guida’ (con tanto di biglietto pagato), il reggente ha voluto tracciare il resoconto di quello che è stato il suo percorso nel Capoluogo di Terra di Lavoro.

“Certamente - afferma - molte gravi difficoltà furono fronteggiate dal 2015 al 2018, tuttavia l’impatto con la Reggia a gennaio del 2019 è stato lontano dalla “normale amministrazione” tipica di un interim ed ha invece richiesto un impegno estremamente intenso. E' noto che la Reggia abbia 61 mila metri quadri, 1742 finestre, 1000 stanze e 1000 porte, lavoro di 100 anni per terminarla con 2700 operai e 300 capomastri. Oggi invece dispone di un organico in buona parte scoperto, ridotto all’osso, pochi funzionari e molti meno custodi del necessario”.

Ed è proprio sul personale che Lampis ha rivolto lo sguardo appena insediato perché, sottolinea, erano state elevate “diverse aspre vertenze a causa di passati dissidi evidentemente difficili da dimenticare”. Il riferimento, qui, è alla guerra aperta con l’ex direttore della Reggia Mauro Felicori, scoppiata immediatamente dopo l’insediamento del manager bolognese che rialzò agli onori della cronaca per aver denunciato “di essere stato indicato come il direttore che lavora troppo”.

“Molto tempo - spiega il direttore generale dei Musei - è stato dedicato all’ascolto dei rappresentanti dei lavoratori e alla risoluzione di molti problemi di sicurezza, primo fra tutti quello della mancanza di garitte necessarie per i custodi del parco”.

Il reggente non manca di evidenziare come “molti accadimenti della complessa gestione del Complesso monumentale a Caserta sono frequentemente portati a conoscenza di social e media, spesso inclini a sottolineare le disfunzioni piuttosto che l’eroico lavoro di custodi e funzionari nel tenere aperto tra molte difficoltà un monumento che è vanto del territorio e della Nazione”.

E spiega che “fin dai primi giorni del 2019 gli impiegati della Reggia sono stati impegnati a collaborare al reperimento da parte della polizia giudiziaria di atti relativi al 2018. La vicenda è stata resa nota dalla stampa locale solo mesi dopo. Molti rallentamenti e misure prudenziali sono state prese per tale ragione e per lo straordinario impegno dei pochissimi funzionari a fornire i documenti richiesti. Ovviamente la vicenda non poteva essere comunicata all’esterno, ma le difficoltà organizzative e gestionali da superare nei primi due mesi dell'anno sono state enormi”.

Inoltre “sono state esaminate le molte iniziative e alcune importanti mostre per il 2019, pre-autorizzate nel 2018, che tuttavia non avevano avuto la formale approvazione del comitato scientifico prevista dalla normativa e si è quindi dovuto convocare il consiglio scientifico e regolarizzarle. Si è immediatamente lavorato per incrementare una bassa incidenza della bigliettazione online rispetto a musei simili, tradurre in altre lingue il sito web solo in italiano, cambiare le condizioni di concessione delle sale a prezzi estremamente bassi. Il museo, decisamente mancante di segnaletica interna ed esterna, è stato oggetto di riflessione comunicativa per un più incisivo racconto museale. E' indirizzo infatti della direzione generale musei quello di valutare i musei non solo dal numero di biglietti venduti, ma dalle effettive esperienze di conoscenza che esso è in grado di generare nel visitatore. In tale ambito e nella generale riorganizzazione è stato prezioso il contributo di tutto lo staff della Reggia e in particolare della dirigente Renata Casarin, recentemente assegnata alla Direzione Generale Musei, in attesa di altro incarico”.

Sono state perfezionate “le istruzioni per la rendicontazione di performance ed è stata attuata la redazione delle proposte per gli obiettivi 2019. Nonostante le varie tempeste e il lungo maltempo l’affluenza dei visitatori è del tutto simile a quella degli anni precedenti, tanto che nel mese di marzo 2019 si sono registrate circa 20.000 presenze in più rispetto allo stesso mese del 2018. Nell'insieme, analizzando in dettaglio il periodo novembre - aprile nel 2019, si è registrata una lieve flessione di pubblico intorno al 5% (351.000 visitatori nel 2018 a fronte dei 334.000 del 2019), dato del tutto accettabile in una fase di riorganizzazione e di soluzione di problemi di sicurezza dovuti al grave maltempo”.

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