Schiavone chiede 1,2 milioni al Comune

Maxi ingiunzione per i lavori al cimitero, esposto in Procura dell’opposizione

Una maxi ingiunzione da 1,2 milioni di euro a carico del Comune di Caiazzo per i lavori di ampliamento del cimitero comunale commissionati nel 2008 dall’allora sindaco Stefano Giaquinto. È il provvedimento emesso dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere contro l’Ente per i lavori eseguiti dalla ditta “D’Angelo costruzioni”, di cui Claudio Schiavone ne era il rappresentante legale.

Una vicenda sulla quale intervengono duramente i consiglieri del gruppo di opposizione “Caiazzo bene comune” Michele Ruggieri, Marilena Mone e Mauro Carmine Della Rocca: “La risposta di Giaquinto ha del paradossale: per il tramite di un legale produce un ricorso nel quale sostiene che il contratto con la “D’Angelo costruzioni”, da lui stesso voluto dieci anni fa, è da ritenersi nullo. I motivi? Perché realizzato senza la necessaria copertura finanziaria e a totale rischio del Comune, in caso di mancata vendita ai cittadini delle opere cimiteriali realizzate. Ma il sindaco aggiunge dell’altro. In un grossolano, quanto patetico tentativo di rimediare alle sue gravissime lacune, prova ora a scaricare le responsabilità di quel progetto sui funzionari degli Uffici Tecnico e Finanziario, invitando il giudice ad indirizzare a loro carico il decreto ingiuntivo di pagamento”,

“Nonostante siano stati già sborsati circa 800.000 euro, ed altri 550.000 per la sistemazione dei danni della frana che interessò il cimitero durante i lavori di ampliamento – spiega la consigliera Mone - oggi registriamo una grave carenza di loculi che non consente una dignitosa sepoltura ai nostri cari, e tutto questo con il rischio imminente che, quando l’ingiunzione diverrà esecutiva, questo debito spaventoso trascinerà il Comune nel dissesto finanziario”.

Sulla vicenda il gruppo consiliare presenterà nei prossimi giorni un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti ai quali si chiederà di verificare la regolarità degli atti compiuti dall’amministrazione comunale e se le condizioni del contratto abbiano determinato un danno erariale per le casse comunali.

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