Indignatos e critici: lo scontro di due pezzi della città sui social

I primi attaccano la guida Feltrinelli, i secondi la difendono. Ma le posizioni non sono lontane tra loro

La Reggia di Caserta

Un dibattito acceso quello che è nato sui social network tra i casertani per la questione della recensione del territorio pubblicata sulla guida turistica "Italia del Sud e Isole", edita da Feltrinelli, lanciata da CasertaNews.

Due le correnti di pensiero che si sono scatenate per l'intera giornata di ieri ed anche in quella di oggi. Ci sono gli "indignatos", che si sono "offesi" per le dure critiche espresse da Ros Bedford per la "Easy Rough Guide". Ci sono quanti invece ritengono che la descrizione non si allontani troppo dalla realtà delle cose. 

I primi si sono infuriati con la casa editrice che ha pubblicato la guida della Bedford ritenendo offensiva la recensione del casertano, per il territorio inserito in un fantomatico "triangolo della morte" e per una Reggia indicata come "monotona". I secondi, invece, non hanno perso occasione per ricordare le tante problematiche del territorio dalla mancanza di trasporti pubblici a quella delle piste ciclabili, dalle buche alla spazzatura e finanche il dissesto finanziario del Comune di Caserta. Insomma tutto è finito nel calderone dei "critici" del territorio.  

Il giusto, come spesso accade, si trova nel mezzo. Impossibile nascondere i problemi che ha Terra di Lavoro, la polvere va spazzata e non messa certo sotto il tappeto. A nostro avviso, comunque, è il mezzo che è sbagliato, una guida turistica, ed il target di destinatari a cui si rivolge, dei presunti visitatori, tra l'altro stranieri (la guida edita da Feltrinelli ne è una traduzione). Ed ecco che da un punto di vista editoriale la guida appare come una scelta "infelice", per usare un eufemismo, proprio per la sua mission. 

I turisti non vengono messi al corrente delle opere, piacciano o meno, che ci sono bensì sono esclusivamente invitati a "fuggire" dal casertano nel più breve tempo possibile, magari dopo aver visto la monotona Reggia di Caserta, unica attrattiva di un territorio "dominato dalla camorra". San Leucio, l'Anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, Casertavecchia, Carditello ed altri beni non vengono nemmeno citati. Errore, disattenzione del traduttore o dolo voluto? Necessità di non scostarsi troppo da stereotipi del territorio? Questo non possiamo dirlo. 

In attesa di risposte ufficiali da Feltrinelli, che tra l'altro restò piacevolmente colpita dalla città in occasione dell'inaugurazione del punto vendita di corso Trieste, resta l'amaro ma anche il fatto che la guida ha ridestato l'orgoglio e le coscienze civiche dei casertani. Ed ecco che le posizioni di indignatos e critici, all'apparenza inconciliabili, non sono poi così distanti fra loro.

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