"Il triangolo della morte". Feltrinelli massacra il casertano e sminuisce la Reggia

Recensione del territorio ricca di stereotipi e cliché nella guida della casa editrice dedicata ai turisti

La Reggia di Caserta "massacrata" dalla guida Feltrinelli

Una vergogna. Non ci sono altre parole per descrivere la recensione che fa del territorio casertano la guida turistica "Italia del sud e isole", edita da Feltrinelli. L'ennesimo attacco, nemmeno troppo velato, per screditare Terra di Lavoro, le sue eccellenze, la sua storia, attraverso una serie di irreali cliché fatti da chi ha del casertano l'immagine di una sorta di "scenografia naturale" di Gomorra.

La guida dedicata ai turisti nel parlare dell'area a nord di Napoli - comprendente Aversa e l'agro aversano - recita: "una distesa di sobborghi poco entusiasmanti. Quasi del tutto dominato dalla camorra e a volte chiamato "triangolo della morte", non è un'area in cui soffermarsi; anzi, la cosa migliore da fare è attraversarlo senza fermarsi e raggiungere Caserta".

Lo stesso capoluogo non esalta i redattori della guida essendo descritto come una città "anonima" e "incongruamente circondata da una serie di complessi industriali e magazzini". E nemmeno la Reggia viene risparmiata dalla gogna: "Si tratta di una struttura piuttosto monotona nella quale la dimensione supplisce all'ispirazione artistica. Solo le maestose scalinate centrali che salgono agli appartamenti reali colpiscono le corde giuste. Gli appartamenti stessi sono una grandiosa sfilata di stanze sovraccariche di dipinti e stucchi e arredate con qualche mobile in stile Impero, moda importata dalla Francia, con grandi, imperiose statue classiche e ritratti compiaciuti della dinastia borbonica (cercate quello del tarchiato Francesco I con i suoi figli dall'aria birichina)", conclude. 

guida 1-2

Insomma un vero e proprio schiaffo ad un intero territorio che sta cercando per risollevarsi e staccarsi da dosso marchi che si rifanno a stereotipi completamente sbagliati dello stessso. Un territorio che rientra in quelli che la regione considera "a vocazione turistica", che ospita tre beni patrimonio dell'umanità, che ha eccellenze culturali ed enogastronomiche di tutto rispetto, dall'anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, il secondo per dimensioni dopo il Colosseo, al Museo Campano di Capua, fino alle chiese di Aversa, città normanna, solo per citarne alcuni. Cose che la guida nemmeno nomina (sarebbe stata troppa grazia). 

Quello che è venuto fuori dalla guida edita da Feltrinelli, invece, è solo un accanimento becero, qualunquista,che trasuda la più crassa ignoranza di chi in provincia di Caserta non è mai venuto. La speranza è che le istituzioni del territorio si facciano sentire nelle sedi opportune e chiedano seri provvedimenti per chi continua, gratuitamente, ad infangare Terra di Lavoro. 

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