Il protocollo della discordia: "Scenografia e passerella per il governo Conte"

Critici il presidente della Provincia di Caserta e il coordinatore regionale di Fratelli d'Italia. Anche Legambiente non è soddisfatta. Il coordinatore provinciale della Lega Mastroianni: "Provocazioni da sparuti gruppi di sinistra destinati all'estinzione"

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte a Caserta

Di tenore tutt’altro che positivo i commenti registrati dopo la firma del protocollo in Prefettura a Caserta sulla Terra dei Fuochi voluto dal "Governo del Cambiamento" guidato dal premier Giuseppe Conte. “Credo che l'iniziativa di questo pomeriggio conservi una sua validità esclusivamente scenografica, per la rappresentazione, a volte con punte di sorprendente improvvisazione, di un impegno tutto a parole ma che nei fatti non aggiunge nulla di nuovo di quanto già previsto” ha commentato il presidente della Provincia di Caserta Giorgio Magliocca. “Questo rivoluzionario protocollo d'intesa sulla Terra dei Fuochi è la classica montagna che partorisce un topolino. Più che protocollo mi sembra che siamo arrivati alla passerella della terra dei fuochi - ha aggiunto -. Non abbiamo bisogno di interventi emergenziali. Spot elettorali. Abbiamo bisogno di fondi per migliorare la percentuale della raccolta differenziata e poteri chiari da affidare ad enti ben individuati, non certamente a carrozzoni vari, per chiudere il ciclo integrato dei rifiuti con impianti all'avanguardia”.

 “Tanta passerella e poca concretezza” anche per il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Gimmi Cangiano: “I cittadini campani hanno bisogno di risorse immediate e non di misure spot. Basterebbe invece impegnare la metà delle risorse destinate per coprire il reddito di cittadinanza per bonificare tutti i siti inquinati e tossici che sono la vera causa dell’elevato tasso di mortalità. Se Di Maio e Salvini tengono alla Campania possono in questo modo cominciarlo a dimostrare concretamente. Solo utilizzando queste risorse in tempi rapidi si può dare una speranza ai cittadini campani”. 

"Caserta non ha bisogno di passerelle mediatiche o slogan  propagandistici" ha commentato il coordinatore provinciale dei Socialisti di Caserta Francesco Brancaccio: "Ci vogliono risorse economiche ed umane, proposte serie fattibili. Caserta non ha bisogno di sceneggiate come l'esultanza di Di Maio dopo aver sconfitto la povertà o come il pugno chiuso alzato di Toninelli per un condono votato da forzisti che hanno sempre criticato. Basta speculare sulla nostra terra. Basta fare propaganda sulla pelle dei cittadini".

IL GOVERNO CONTE A CASERTA: GUARDA IL SERVIZIO VIDEO

Storce il naso anche Legambiente: “Ancora non ci siamo. In nome del popolo inquinato, chiediamo che nella terra dei fuochi venga fatta davvero ecogiustizia e che vengano adottate soluzioni serie e concrete, a partire da maggiori controlli su tutto il territorio e non solo nelle aree degli impianti, per contrastare il fenomeno degli incendi di rifiuti produttivi all’aria aperta che, nella provincia di Napoli e Caserta, provocano danni all’ambiente e alla salute dei cittadini come denunciammo la prima volta nel rapporto Ecomafia 2003” hanno dichiarato Stefano Ciafani e Maria Teresa Imparato, rispettivamente presidente nazionale e regionale di Legambiente. “Se si vuole davvero aiutare la Campania è ora di passare dalle parole ai fatti attraverso uno sforzo straordinario e comune, smettendola con i teatrini politici. Le azioni previste dal protocollo firmato oggi a Caserta, come ad esempio la militarizzazione dei siti di stoccaggio o l’utilizzo dei droni, non sono sufficienti. Per altro si tratta di misure non nuove, già adottate in precedenza come nel caso del presidio militare al centro, in passato, di roventi polemiche. Occorre in primis intensificare le attività di intelligence e di controllo in tutta la Terra dei fuochi anche per fermare questa escalation di roghi sospetti negli impianti e pensare al risanamento ambientale di questo territorio, utilizzando i delitti ambientali della legge 68/2015. Alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, chiediamo di riaprire l’indagine sugli incendi degli impianti di gestione rifiuti dietro ai quali, soprattutto in alcune zone calde della Penisola, si potrebbe nascondere ancora una volta la mano delle ecomafie”. 

Soddisfazione, invece, per il gruppo della Lega di Caserta che ha presenziato all’incontro in Prefettura. “Il risultato incassato oggi da Caserta e dai casertani ha un valore storico - ha commentato il coordinatore provinciale Salvatore Mastroianni- finalmente il tema della Terra dei Fuochi viene affrontato col piglio giusto, con il varo di un protocollo d'emergenza contenente misure che segnano una netta linea di cesura con il passato. Se questo è stato possibile, molto lo si deve allo straordinario impegno che ci sta mettendo Matteo Salvini, capace di dedicare alla nostra terra e alla nostra comunità, attenzioni mai registrate prima. Il minimo che potesse fare il coordinamento provinciale di Caserta era tributargli un caloroso saluto, espresso con grande civiltá e, soprattutto, senza cedere alle anacronistiche provocazioni di sparuti gruppi di persone di estrema sinistra. Organizzazioni fortunatamente prossime all'estinzione, ma pur  sempre percorse dal germe della violenza e dell'intolleranza”.

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