Scoperto il 'trucco' di padre e figlio sulla gara milionaria per i migranti

In ballo oltre 8,5 milioni, ma la commissione di gara se ne "accorge" ed esclude una società. I giudici mettono la parola fine al caso: avevano indicato la stessa location

Avevano provato a partecipare alla gara per l’accoglienza dei cittadini stranieri richiedenti asilo indetta dalla Prefettura di Caserta “separandosi ufficialmente” ma ‘offrendo’ come location gli stessi locali, in modo da riuscire a poter aggiudicarsi il numero maggiore dei lotti a disposizione (sei per un totale di oltre 8,5 milioni di euro). Ma il tentativo di padre e figlio è stato ‘scoperto’ dalla commissione di gara che ha provveduto ad escludere una delle due società in corsa.

I migranti, secondo le proposte che erano state presentate nello scorso mese di maggio, sarebbero stati ospitati nell’Hotel City, ubicato in una traversa di viale Carlo III a San Nicola la Strada. Ma quello che ha fatto aprire gli occhi ai commissari di gara era che due società diverse, la Family srl e la Senza Frontiere srl avevano entrambe indicato la struttura alberghiera come centro per ospitare i migranti. Come se non bastasse, si è notato un intreccio di soci e rappresentati legali. In particolare, la società Family era rappresentata da Fabio Cirella; l’altra da Pasquale Cirella, padre di Fabio. E come se non bastasse si è scoperto che solo successivamente alla presentazione delle offerte Fabio Cirella era uscito dalla compagine societaria della società Family. Tutti elementi che hanno spinto la commissione di gara della Prefettura ad escludere una delle due società, la Family, dalla gara. 

Finita qui? No, perché la società esclusa ha pensato di presentare ricorso al Tar Campania per far valere le proprie ragioni e cercare di rientrare in gara, ma il risultato è stato tutt’altro che quello sperato. Come si legge nelle motivazioni della Quarta Sezione (presidente Anna Pappalardo) “la coincidenza cronologica, seppure formalmente abbia realizzato la separazione della compagine sociale al momento della presentazione delle domande, ha comportato un cambiamento della compagine societaria immediato e prossimo alla presentazione della domanda e comunque posteriore al bando, denotando un interesse riconducibile agli interessi familiari della società Family srl nel senso di scindere la struttura societaria al fine di concludere più di un contratto di affidamento, con riferimento al medesimo lotto”. Ed aggiunge, motivando la conferma del provvedimento della commissione gara, che “la circostanza è stata rettamente interpretata dalla stazione appaltante quale valido indizio della riconducibilità delle offerte ad un unico centro decisionale”. Contestata anche la scelta di “separare” i locali dell’Hotel nella nuova gara, visto che lo stesso era già stato utilizzato per lo stesso “servizio di accoglienza migranti” fino al 30 aprile scorso nella sua interezza. Per questo motivo la società ricorrente è stata anche condannato al pagamento delle spese di giudizio pari a 4mila euro.

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