Farmacia Sagripanti, arriva il 'The End'. "No anche all'apertura temporanea"

I dipendenti restano senza lavoro. La titolare dovrà trovare un'altra sede

La farmacia Sagripanti di Orta di Atella

Il Comune di Orta di Atella con un'ordinanza (firmata dal Responsabile del settore Politiche del Territorio, Francesco Mattiello) mette la parola fine alla vicenda della 'Farmacia Sagripanti'. Tutte le opere abusive dovranno essere demolite entro 90 giorni. La licenza della farmacia quindi potrà essere utilizzata solamente in un altro locale. Se ciò non dovesse succedere, tutti i dipendenti rimarrebbero senza un posto di lavoro.

Oltre 10 anni di errori e contenziosi

Dopo una lunga querelle e dopo numerose sentenze da parte di Tar e Consiglio di Stato, finalmente il Comune fa un po' di chiarezza con un'ordinanza che ripercorre tutto l'iter amministrativo, e i numerosi 'errori' riscontrati durante tutti questi anni. Il primo 'errore' arriva addirittura nel 2005: subito dopo la richiesta di permesso a costruire (presentata l'11 aprile da Angelo Del Prete e Antonietta Cimmino con progettista Valentino Di Cerbo) dal Comune il 20 giugno 2005 viene riportato erroneamente nel permesso (rilascitato dal geometra Nicola Iovinella) il nome del progettista (geometra Pennacchio anziché Di Cerbo) ma anche l'ubicazione (via Fanzago anziché via Toscanini, angolo via Gandhi). Nel marzo 2006 la prima richiesta di variante e voltura, firmata da Antonio D'Ambra della famiglia proprietaria della farmacia. La richiesta di variante (firmata dall'architetto Pasquale Farina) prevede però un edificio completamente diverso rispetto al permesso a costruire. Con una nuova integrazione il 9 maggio 2006 viene rilasciata (comunque) la variante al permesso di costruire. La prima ordinanza di sospensione dei lavori arriva il 21 febbraio 2007, ma è un fuoco di paglia: il responsabile comunale, Salvatore Ragozzino, dice che è tutto ok e si può procedere. Le note dolenti arrivano il 6 marzo 2009: l'ingegnere Ernesto Palermiti, caposettore Politiche del Territorio del Comune di Orta di Atella, a seguito di sopralluogo emette ordinanza di sospensione dei lavori per delle difformità rispetto al permesso. Le prime stranezze arrivano sulla DIA (Dichiarazione Inizio Attività): il protocollo presentato dal signor D'Ambra (il numero 14702 del 14 novembre 2006) corrisponde ad un'altra Dia, per opere che non c'entrano nulla con l'immobile che poi ospiterà la farmacia.

La lunga battaglia al Tar ed al Consiglio di Stato

Si chiamano gli avvocati e si va, per la prima volta, davanti ad un giudice, quello del Tar della Campania. Quindi il 14 ottobre 2009 il responsabile comunale annulla in autotutela sia il permesso di costruire del 2005 che la successiva variante del 2006. Il Tar della Campania dà ragione al Comune con sentenza del 26 gennaio 2011. Contro la sentenza del Tar c'è quindi l'appello al Consiglio di Stato. Ma contestualmente dal Comune, il caposettore, ordina la chiusura della farmacia "per mancanza del certificato di agibilità dei locali". Poi dopo ricorso e controricorsi si arriva nel 2018, con un 'piccolo' problema: gli atti relativi a questa vicenda non sono nella disponibilità dell'Ente per il sequestro da parte della Procura della Repubblica. Solamente dopo l'autorizzazione all'accesso agli atti, del 28 maggio 2019, si riesce finalmente a prendere visione di tutta la documentazione dalla quale si riesce ad avere "una visione completa della situazione di fatto e di diritto in cui versano gli immobili".

"Sono abusivi", no alla proroga temporanea

Quello che emerge è che non ci sono elementi di novità, non ci sono autorizzazioni o titoli abilitativi edilizi giustificanti l'esistenza in sito di quegli immobili. Quindi "sono abusivi" e "non sono state addotte (dai proprietari) motivazioni tali da dimostrare che sia possibile adottare misure alternative alla demolizione delle opere abusive". Per questo motivo c'è il "diniego definitivo" al permesso di costruire, con l'archiviazione di tutta la pratica. E l'ordinanza di demolizione di tutto ciò sia abusivo. Per buona pace di tutti, amministrazione comunale e proprietà della farmacia. Ora resta il nodo dei dipendenti, che continuano a sperare in una nuova dislocazione della farmacia. Ma dovranno attendere risposte dalla dottoressa Sagripanti.

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