Farmacia chiusa, affondo Pd contro il sindaco: “Deve dimettersi”

Opposizione all’attacco sul caso che ha scosso Orta di Atella

La farmacia 'Sagripanti'

La vicenda della farmacia ‘Sagripanti’ continua ad essere l’argomento più sensibile alla politica di Orta di Atella. Dopo l’ordinanza comunale che praticamente ha messo la parola fine alla querelle tra Comune e proprietà con un manifesto la maggioranza consiliare guidata dal sindaco Andrea Villano ha ribadito che “le sentenze vanno rispettate”. 

E sull’argomento è intervenuto anche il Partito democratico che prima sottolinea di aver pensato di “non partecipare a questo ignobile teatrino” ma poi passa all’attacco: “I paladini della legalità si stracciano le vesti, gridando che i locali non hanno i requisiti tecnico/urbanistici per l’esercizio dell’attività commerciale e poi propongono di trasferire la farmacia in locali di “amici”, di gran lunga più “abusivi” di quelli di via Toscanini (non vi crucciate, perché ci risultano indagini in corso, anche, sugli autori di quella vergognosa mediazione). Scrivono, nel manifesto, che “la politica non ha alcun potere in merito”. Nulla di più falso. Lo diciamo da anni e continueremo a ribadirlo con forza: per le drammatiche questioni urbanistiche che interessano migliaia di cittadini di Orta di Atella non esistono soluzioni tecniche ma solo percorsi politici che, con il coinvolgimento e la concertazione con tutti i livelli istituzionali, possano addivenire ad una soluzione Politica, con interventi da parte di enti sovraordinati, di quella che, ormai, è diventata una vera e propria bomba ad orologeria”. 

Anche perché oggi si è chiusa una farmacia per la mancanza di agibilità dei locali commerciali “ma in precedenza si erano, già, chiuse altre attività, ma pare che non si voglia tener conto che è il 70% delle attività commerciali a trovarsi nelle stesse condizioni di illiceità. Ora, che dite? E, soprattutto, che fate? Un commercio, fra l’altro, già mortificato dalla crisi e da una mancanza di programmazione generale da parte dell’Ente. Ed anche per la farmacia la soluzione “politica” era a portata di mano: “proroga condizionata al trasferimento”. Una soluzione “legale” proposta da un parere pro veritate dell’avvocato del Comune di Orta di Atella, che avrebbe tutelato la posizione dei lavoratori, che restano, quelli, veramente penalizzati dal provvedimento. Gli effetti degli atti consequenziali, come l’ordine di demolizione e l’acquisizione dell’immobile abusivo al patrimonio comunale, obbligatori perché imposti dalla legge, che va, senza bisogno di ribadirlo, sempre rispettata, potevano essere, semplicemente, differiti, sussistendone le ragioni giustificate dalla pubblica utilità. Pur tuttavia, per intraprendere un percorso politico di risoluzione, c’è bisogno di una classe dirigente all’altezza del compito”. 

E quindi il Pd invoca le dimissioni di tutti i componenti della giunta comunale e quindi della maggioranza: “Prendiamo atto degli enormi limiti della maggioranza che sostiene il sindaco. Ci auguriamo, quindi, che, al di là di quanto possa durare la consiliatura, perché è così che si definisce quella degli enti locali (non ci risulta che il comune sia un legislatore), si tratta, comunque, di un’esperienza politica che volge al termine. Evitate, almeno, di farla concludere in maniera drammatica per la cittadinanza tutta. Dimettetevi”.

Potrebbe interessarti

  • Maschera rigenerante per capelli secchi e crespi: la ricetta della nonna

  • Frutti rossi ed anguria per combattere le gambe gonfie e pesanti

  • Trucco illuminante: ecco la nuova tecnica e come applicarla

  • Quanto tempo bisogna aspettare per fare il bagno dopo aver mangiato?

I più letti della settimana

  • Un impero da 300 milioni di euro sequestrato all'imprenditore in odore di camorra

  • Affiora cadavere in mare, dramma sulla spiaggia

  • Pentito non attendibile, dissequestrato l'impero milionario dell'imprenditore calzaturiero

  • Tragedia sulla provinciale: muore motociclista

  • Rolex e Pandora falsi, arrestato orafo del Tarì

  • 23 ARRESTI Marito e moglie a capo della banda, in casa trovati 163mila euro in contanti

Torna su
CasertaNews è in caricamento