Farmacia chiusa, ecco il parere legale che fa sperare i dipendenti

Per l'avvocato Perullo ci sono gli "interessi pubblici e privati" per concedere la deroga fino al trasferimento in altri locali

I dipendenti della farmacia Sagripanti

Sono giorni importanti quelli che si stanno vivendo ad Orta di Atella relativamente al futuro della farmacia Sagripanti, chiusa in seguito all’annullamento del permesso a costruire da parte del Comune.

Il clima infuocato dell’ultima settimana, con la protesta dapprima negli uffici comunali e poi direttamente sotto casa del sindaco Andrea Villano, non ha aiutato, certamente, a rendere più facili scelte che vengono considerate molto ‘bordar-line’ da parte di coloro che dovrebbe autorizzare la riapertura di una famiglia che dà comunque posti di lavoro a tanti dipendenti.

Il dato certo è che qualcosa, prima della doppia protesta che ha scosso notevolmente la famiglia del sindaco, si stava muovendo. Tant’è che era stato richiesto anche un parere legale sulla proposta avanzata dalla titolare della farmacia di ottenere una deroga temporanea fino al trasferimento dei locali in un’altra sede. Una richiesta alla quale, oggi, il Comune non ha ancora risposto in attesa della risposta dell’avvocato che è arrivata nei giorni scorsi. E che, effettivamente, apre uno spiraglio relativamente alla possibilità da parte degli uffici comunali di autorizzare l’iter. 

Scrive l’avvocato Giuseppe Maria Perullo: “Quanto ai principi generali dell’ordinamento, occorre ricordare che ogni statuizione dell’amministrazione, quando non vincolata nel contenuto da precise disposizioni di legge, deve contemplare gli interessi del privato che ha formulato l’istanza con gli interessi pubblici di cui la stessa amministrazione è titolare”. 

Secondo l’avvocato nella vicenda di Orta, “l’istanza di proroga può essere accolta fino al perfezionamento del procedimento di trasferimento ad altra sede in quanto sussiste l’interesse pubblico alla permanenza sul territorio comunale di una farmacia in esercizio; sussiste l’interesse alla tutela dei livelli occupazionali che vorrebbero compromessi dalla definitiva chiusura della farmacia; la concessione della proroga non inficia la legittimità del doveroso provvedimento di sgombero, in quanto incide unicamente sulle sue modalità di esecuzione, differendone gli effetti di pochi mesi”. 

E’ dunque su questi tre punti che si può riaprire una partita che, per Orta di Atella, vorrebbe dire tanto sotto il profilo sociale, come dimostrato dalle manifestazioni dei giorni scorsi che hanno, però, resa ancora più tesa una trattativa di non facile soluzione,

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