Dopo le ruspe restano le ‘macerie umane’: in 6 accampati a Parco Primavera | FOTO

C’è chi vive in auto e chi ha montato una tenda. Spuntano anche striscioni polemici

Le famiglie sfrattate e accampate fuori il centro polifunzionale

C’è chi ha montato una tenda e chi ha deciso di vivere in auto, parcheggiata a poca distanza. Sono due famiglie, in totale sei persone, che dopo aver visto le ruspe distruggere l’ex Centro Polifunzionale di Marcianise, che per anni è stato (abusivamente) la loro casa, adesso non sanno dove andare. Insieme agli scarti edili, a Parco Primavera restano anche le macerie umane: persone che ora davvero non sanno dove andare.

Famiglie che vivono alla giornata e che, purtroppo, non potranno neanche accettare l’unica vera proposta di sostegno che è arrivata dagli uffici comunali, quell’offerta di vedersi anticipare tre mesi di affitto per una nuova casa. Perché il problema vero, come affermano anche loro, è che nessuno gli fa un contratto d’affitto. “Non abbiamo garanzie da offrire, chi ce la da una casa?” affermano. E tra di loro c’è anche una giovane mamma che ha preferito far vivere i suoi due bambini a casa dei suoceri pur di non trasferirsi a Piedimonte Matese, lì dove il Comune gli aveva trovato una sistemazione. Che, però, sarebbe stata lontano, troppo lontano, da quei pochi familiari che le possono dare una mano coi bambini piccoli.

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Ed anche per questo, ad una settimana esatta dallo sfratto, sono comparsi anche degli striscioni polemici. “Il sindaco sfratta e non rimedia” recita uno. “E’ una vergogna, sfrattati e abbandonati da tutti” si legge sull’altro. “Sono persone disperate, con alle spalle situazioni sociali delicate, che hanno deciso di protestare così, in silenzio e, purtroppo, nel silenzio anche delle istituzioni” denuncia il movimento Terra di Idee che da giorni sa seguendo da vicino la vicenda. “Lo abbiamo detto in tempi non sospetti, prima che l'immobile venisse abbattuto che bisognava garantire un'abitazione agli sgomberati. Non lasceremo sole queste persone che sono nostri concittadini svantaggiati”.

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