Voragine aperta da 4 mesi, scatta l'esposto in Procura

La segnalazione anche al Comune ed all'Asl

Roberto Barresi e la voragine in via Martiri di Nassirya

In Via Martiri di Nassirya a Capua si registra da tempo una situazione di grave pericolo per la pubblica incolumità e per la salute pubblica. Sin dall’ottobre dello scorso anno, vi è una vera e propria fogna a cielo aperto, costituita da un grosso buco nella sede stradale, dal quale entrano ed escono grossi ratti, tuttora aperto e situato a lato dell’ingresso della traversa, peraltro insufficientemente illuminata, che conduce al Rione Risorgimento.

Per percorrere tale strada i pedoni, tra i quali numerosi bambini ed invalidi, sono costretti ad “aggirare” il buco, camminando sulla parte stradale a percorrenza veicolare e non sul marciapiede, interdetto alla circolazione proprio dal buco esistente, con probabili e gravissimi rischi. I lavori di sistemazione, iniziati da mesi, risultano inspiegabilmente interrotti.

Al grave problema, che vede i cittadini letteralmente infuriati, si è interessato l’ex difensore civico di Capua Roberto Barresi il quale, dopo un incontro avuto con gli stessi, si è subito attivato, presentando un dettagliato esposto a sua firma, diretto alla Commissaria Prefettizia Ilaria Tortelli, al Responsabile del Servizio Igiene e Sanità Pubblica della competente ASL di Caserta Consalvo Sperandeo, nonché al Procuratore Capo della Repubblica Maria Antonietta Troncone.

“Nell’esposto presentato – ha dichiarato l’avvocato Barresi – ho evidenziato la gravità ed il pericolo che da tempo la situazione presenta, sia sotto il profilo della pubblica incolumità, che da quelli della sicurezza e dell’igiene ambientale, rivolgendomi alle istituzioni preposte, affinchè venga sollecitamente risolto il problema. Diversamente – ha proseguito Barresi – mi attiverò per l’accertamento delle eventuali responsabilità derivanti da tale ingiustificata inerzia. I cittadini di Capua – ha concluso Barresi – hanno il sacrosanto diritto a vivere in tranquillità e sicurezza e nulla può giustificare una situazione del genere. Ognuno deve fare la sua parte, rispettando la legge ed i compiti attribuiti”.

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