"Pericolo sanitario per i rifiuti". Dieci sindaci scrivono al prefetto

Appello anche di altri primi cittadini. L'emergenza rischia di scoppiare a breve

I sindaci dell'agro aversano che hanno firmato la lettera al prefetto

I comuni casertani stanno vivendo il momento più delicato sul fronte rifiuti da dieci anni a questa parte. Il blocco della linea al termovalorizzatore di Acerra ed il contestuale rallentamento dello Stir di Santa Maria Capua Vetere sta portando quasi tutti i comuni in emergenza rifiuti.

Il nodo più grave lo sta vivendo il Comune di Caserta che solo oggi (forse) è riuscito a risolvere il problema con la raccolta dell’umido bloccata ormai da 20 giorni. Ma adesso è scoppiato il bubbone dell’indifferenziato, coi camion in fila per ore ed ore davanti allo Stir in attesa di entrare a scaricare e senza la possibilità, dunque, di poter raccogliere quello che resta a terra.

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La situazione sta diventando talmente grave che diversi sindaci hanno già chiesto l’intervento della Prefettura di Caserta, anche perché il problema non sembra di facile soluzione, tanto che diversi sindaci hanno avvisato i propri concittadini che ci potrebbe essere problemi fino al 10 agosto. Al prefetto Ruberto si sono appellati già i sindaci di Mondragone (Virgilio Pacifico), quello di Maddaloni (Andrea De Filippo) ed il collega di Aversa (Enrico De Cristofaro), mentre dieci fasce tricolori dell’agro aversano hanno inviato in serata una lettera che fa capire il grave problema che sta incombendo sulle città della provincia di Caserta. A firmarla sono stati i sindaci di Cesa (Vincenzo Guida), Casal di Principe (Renato Franco Natale), Lusciano (Nicola Esposito), Sant’Arpino (Giuseppe Dell’Aversana), San Marcellino (Anacleto Colombiano), Villa di Briano (Luigi Della Corte), Villa Literno (Nicola Tamburrino), Succivo (Gianni Colella), Gricignano di Aversa (Vincenzo Santagata) e Frignano (Gabriele Piatto).

“Peso atto della comunicazione della Gisec circa i disservizi dell’impianto Stir di Santa Maria Capua Vetere che potrebbero durare per circa tre settimane - si legge nella lettera - tenuto conto che tale situazione già sta generando difficoltà sui territori, in quanto la raccolta non viene eseguita in maniera regolare e puntuale, considerato il periodo estivo e le conseguenze soprattutto in termini di pericoli sotto il profilo igienico sanitario che tale situazione sta producendo, chiedono un incontro urgente per discutere della problematica in questione”.

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