Puzza estiva, ecco i risultati Arpac. “Colpa di allevamenti e Stir”

I dati pubblicati dall’ex sindaco che manda una stilettata al commissario

L'ex sindaco di Marcianise, Antonello Velardi

L'emergenza puzza nella città di Marcianise torna a far parlare di sè. Sono stati comunicati al Comune i risultati dei controlli eseguiti dall'Arpac sul territorio per tutta l'estate, dopo la richiesta fatta dall'amministrazione guidata dal sindaco 'sfiduciato' Antonello Velardi a seguito delle innumerevoli sollecitazioni dei cittadini e delle associazioni. "Il commissario prefettizio Michele Lastella non li ha diffusi - attacca l'ex primo cittadino - e francamente ignoro i motivi di tale scelta".

Dopo il blitz dei carabinieri, nel mese di luglio di quest'anno, che ha portato al sequestro e alla chiusura della Mi.So. di Pascarola, l'azienda della 'puzza' che operava nella zona industriale di Caivano, è arrivato dunque il verdetto dell'Arpac.

Lo studio è molto articolato, con un dettaglio di tutto il monitoraggio, realizzato grazie a centraline posizionate in alcuni punti cardine di Marcianise e ad un questionario diffuso tra i cittadini grazie alla collaborazione del Comitato Fuochi. Sono infatti una cinquantina le pagine che compongono la "relazione della campagna di monitoraggio delle maleodoranze nel comune di Marcianise", realizzata dall'Arpac.

"Si può ritenere - scrive l'Arpac - che le problematiche denunciate siano il frutto di molteplici e concomitanti fattori che possono essere così sintetizzati: spandimento letame e presenza di allevamenti; impianti di depurazione delle acque reflue; impianti Stir di Santa Maria Capua Vetere e Caivano". Scongiurata tuttavia ogni altra ipotesi negativa per la salute dei cittadini.

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"Ovviamente, andrebbero prese delle contromisure da parte del Comune e spero vivamente che il commissario prefettizio se ne faccia carico appena ne avrà la possibilità. E, sul punto, la stessa Arpac è molto precisa, indicando in modo dettagliato le azioni da compiersi in tal senso", incalza l'ex sindaco Velardi, nel suo primo intervento sui social all'indomani della sua 'cacciata' con conseguente sparo di fuochi d'artificio.

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