Cambiamento climatico, ancora 40 gradi a Caserta: il monito del Papa sull’emergenza inquinamento

Un nuovo fine settimana “di fuoco” per Caserta e la sua provincia oltre che per il resto della nazione. La colonnina di mercurio supererà nuovamente i 40 gradi andando ben oltre quelle che sono le medie stagionali. Una temperatura rovente figlia degli scompensi climatici diventati, tristemente, normalità a causa del surriscaldamento della calotta terrestre dovuta al grande inquinamento che sta mutando quelli che sono gli equilibri del nostro pianeta. Il passaggio dal caldo al freddo e, poi, di nuovo al caldo, nel giro di pochi giorni è ormai normalità con tutte le conseguenze critiche che la cosa comporta sul pianeta. Lo stesso Papa Francesco, in queste ore, ha lanciato l’allarme con l’enciclica Laudato si. «La Laudato si’ non è un’enciclica verde, è un’enciclica sociale, che si basa su una realtà “verde”, la custodia del Creato – ha dichiarato il Pontefice a La Stampa - Alcuni mesi fa sette pescatori mi hanno detto: “Negli ultimi mesi abbiamo raccolto 6 tonnellate di plastica”. L’altro giorno ho letto di un ghiacciaio enorme in Islanda che si è sciolto quasi del tutto: gli hanno costruito un monumento funebre. Con l’incendio della Siberia alcuni ghiacciai della Groenlandia si sono sciolti, a tonnellate. La gente di un paese del Pacifico si sta spostando perché fra vent’anni l’isola su cui vive non ci sarà più. L’Overshoot Day: il 29 luglio abbiamo esaurito tutte le risorse rigenerabili del 2019. Dal 30 luglio abbiamo iniziato a consumare più risorse di quelle che il Pianeta riesce a rigenerare in un anno. È gravissimo. È una situazione di emergenza mondiale. E il nostro sarà un Sinodo di urgenza. Attenzione però: un Sinodo non è una riunione di scienziati o di politici. Non è un Parlamento: è un’altra cosa. Nasce dalla Chiesa e avrà missione e dimensione evangelizzatrici. Sarà un lavoro di comunione guidato dallo Spirito Santo». Il pontefice fa un richiamo forte alla politica dalle colonne del quotidiano di Torino.

«Eliminare le proprie connivenze e corruzioni. Deve assumersi responsabilità concrete, per esempio sul tema delle miniere a cielo aperto, che avvelenano l’acqua provocando tante malattie. Poi c’è la questione dei fertilizzanti – ha detto il Santo Padre - La scomparsa delle biodiversità è un problema reale. Nuove malattie letali. Una deriva e una devastazione della natura che potranno portare alla morte dell’umanità. Speranza ce la possono dare movimenti di giovani ecologisti, come quello guidato da Greta Thunberg, “Fridays for future”. Ho visto un loro cartello che mi ha colpito: “Il futuro siamo noi!”».

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