“Una legge per tutelare le donne abbandonate in gravidanza”

In una società in cui ormai vige il principio della relazione sentimentale lampo, è necessario adeguare le norme al tempo, anche e soprattutto per un senso di giustizia e di uguaglianza, dei diritti tra un uomo e una donna. 

Atteso che ormai i matrimoni sono desueti e che i figli nascano, ormai, quasi sempre in relazioni sentimentali di fatto, é necessario stabilire una norma che tuteli anche il diritto del nascituro e della madre stabilendo un obbligo alla partecipazione economica dell'uomo dopo il concepimento. 

Difatti oggi se una coppia decide di avere un figlio e quest'ultimi si separano immediatamente dopo il concepimento, restano solo a carico della donna le spese ed i costi necessari alla prosecuzione della gravidanza, che non sono assolutamente esegui (basti pensare alle analisi di screening ormai obbligatorie alle visite ginecologiche ai medicinali ed integratori indispensabili per la salute del piccolo nascituro e della madre) nonché agli effetti di prima necessità indispensabili, appena il piccolo sarà venuto al monodo: vestitini, latte, carrozzina e via dicendo.

Ebbene una donna che insieme ad un uomo decide di mettere al mondo un figlio, qualora si lasciassero prima della sua nascita, e quindi prima che il piccolo sia venuto al mondo ed abbia acquisito la capacità giuridica, a seguito della quale il nostro sistema normativo, gli riconosce un diritto al mantenimento, resta ad esclusivo carico della donna.

Donna che già trovandosi in stato di difficoltà oggettiva, oltre a dover affrontare 9 difficili mesi di gravidanza, che inevitabilmente indeboliscono la sua capacità lavorativa e reddituale, deve anche affrontarne l'intero peso economico. Tralasciando il peso emotivo che la gravidanza stessa comporta.

Ci lamentiamo poi dell'elevato numero di aborti, di madri suicide e degli innumerevoli abbandoni neonatali. Che spesso, purtroppo, hanno come conseguenza la morte del piccolo nascituro.

Bisogna introdurre immediatamente una legge a tutela delle madri dei nascituri, perché uno Stato privo di tali norme di tutela, è uno stato dove "vige di diritto la violenza di genere”.

Carmen Posillipo, avvocato e presidente dell’associazione Sos Diritti

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