Delivery per i bar: "A queste condizioni un caffè quanto deve costare?"

L'allarme lanciato da Genovese: "Costi elevati, pensiamo di restare chiusi". Il grido di dolore del barman Griffo: "Dateci la possibilità di lavorare"

Lorenzo Griffo e Gianni Genovese

"A queste condizioni quanto deve costare un caffè?". E' questa la domanda che pone Gianni Genovese, titolare dello storico chalet di piazza Vanvitelli a Caserta e consigliere di Confcommercio Caserta, intervenendo sulle limitazioni imposte dall'ordinanza del governatore Vincenzo De Luca che ha disposto il riavvio del delivery in Campania anche per i bar. 

"La situazione per i bar non è l'ideale - ha spiegato Genovese - A conti fatti non ne vale la pena. I costi per la sanificazione, l'acquisto di mascherine, guanti e sovrascarpe sono elevati. Altro problema quello dei dipendenti: come facciamo a scegliere chi può tornare a lavoro e chi lasciare a casa? Per questo stiamo pensando di non riaprire ed attendere il 4 maggio". 

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Altro problema è quello dei barman professionisti, in cassa integrazione. A raccontare la sua esperienza è Lorenzo Griffo, barman di Parete nella top ten della caffetteria italiana. "Non sappiamo più come vivere dignitosamente, abbiamo sempre lavorato giorno per giorno, mentre ad oggi sono 2 mesi che i bar in cui lavoriamo sono stati chiusi, e non sappiamo più come fare. Il 27 c’è la riapertura dei locali ma solo da asporto, ma il mio datore di lavoro ha deciso di non aprire - spiega Griffo - Comprendo perfettamente la sua scelta, insieme a noi riapriranno anche le pizzerie per fare servizio da asporto, servizio ben più appetibile, mentre invece ho i miei dubbi che ci sia una buona risposta per il caffè a domicilio. A questo punto si fa forte in me il pensiero che ci vogliano solo illudere con soluzioni che tali non sono, un contentino totalmente insufficiente. Inoltre, questi bonus che andremo a prendere e che non abbiamo ancora visto dovranno essere restituiti sotto forma di tasse, ma diversi miei colleghi hanno già dovuto farsi prestare soldi, e quindi ho i miei leciti dubbi che possano riuscire a estinguere i prestiti e pagare anche tasse maggiorate. Mi rivolgo a chi ci governa: noi siamo un ingranaggio fondamentale del motore della nazione, siamo quelli che vi fanno fare la pausa preferita in assoluto con un buon caffè. Non penso sia questo il trattamento che merito e meritiamo, quindi vi chiedo di aiutarci con scelte ad hoc per venire incontro alle nostre necessità - conclude - Dateci la possibilità di continuare a fare bene il nostro lavoro".

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