Ospedale declassato, il Comune trascina la Regione in tribunale

Impugnato il piano ospedaliero. L'avvocato Labriola: "Si penalizza l'intera comunità montana"

L'ospedale di Piedimonte Matese

Il Comune di Piedimonte Matese trascina in tribunale la Regione Campania per l'annullamento, previa sospensiva, del declassamento dell'ospedale con conseguente perdita dei livelli minimi di assistenza. L'Ente guidato dal sindaco Ivan Filetti, assistito dall'avvocato amministrativista Renato Labriola, ha impugnato il provvedimento regionale con cui è stato approvato il piano di programmazione della rete ospedaliera.

Ad avviso del legale "nel rimodulare Piano Regionale di programmazione della rete ospedaliera nell’aggiornamento di dicembre 2018 si è fortemente penalizzata la struttura ospedaliera di Piedimonte Matese declassando due Unità Operative Complesse (ortopedia e chirurgia generale) e azzerando i posti letto dello storico ed all’avanguardia reparto di anestesia e rianimazione, ignorando completamente il fatto che si penalizza una intera comunità montana".

Ripercorrendo la vicenda Labriola sottolinea come "nel piano Regionale precedente nel territorio del’ASL Caserta vi erano sei ospedali funzionali (con pronto soccorso attivo) ed erano: Maddaloni, Marcianise, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria Capua Vetere, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese. Tutti gli ospedali sopra citati, escluso Aversa che aveva la qualifica di DEA di I° livello, avevano la qualifica di PSA (pronto soccorso attivo). Il Piano Regionale impugnando ha rivoluzionato tutto il precedente assetto mantenendo Aversa come DEA di primo livello e “promuovendo” Sessa Aurunca e Marcianise da PSA a DEA di I° livello, lasciando Pideimonte Matese con la qualifica di PSA. La conseguenza di tale “mancato riconoscimento della qualifica di DEA di I° livello” della struttura ospedaliera di Piedimonte Matese comunque non prevedeva per forza la riduzione anche dei reparti di ortopedia,chirurgia e anestesia e rianimazione da unità operative complesse in unità semplici così come invece è previsto negli impugnandi provvedimenti., anche perchè in alcune di queste strutture (ortopedia e chirurgia) attualmente vi sono 2 primari direttori con contratti per unità complesse (ortopedia Bruno Di Maggio con altri 3 con altri 3 anni di contratto e chirurgia Gianfausto Iarrobino con firma di appena il novembre 2018 con un 5+5). La verità è che la riduzione dei reparti non è obbligatoria ma è stata fatta in modo palese e sfacciato per permettere a privati di avere reparti che in caso di riconoscimenti di "complesse" a Piedimonte non potevano sopravvivere". 

Inoltre "l’ospedale di Piedimonte Matese è indicato nei provvedimenti - prosegue l'avvocato - come “presidio in zona particolarmente disagiata”, pur tuttavia i servizi garantiti risultano inadeguati e carenti per provvedere al fabbisogno previsto. Inoltre per l’ospedale di Piedimonte Matese è stata annunciata una futura assegnazione di 20 posti letto di neurologia e lungodegenza mai arrivata a discapito di una SUAP ( linea programmatica ad assunzione differenziata) che incredibile a dirsi non è ancora aperta ma ha già tutto il personale già’ in servizio e selezionato non si sa bene da chi, e la dotazione di un presidio di pronto soccorso mortificato nel suo essere e che sopravvive per i professionisti che ci sono insieme ad uno storico reparto di Rianimazione praticamente azzerato con il declassamento da UOC a USD ( zero posti letto a Piedimonte mentre sono previsti posti letto a Sessa Aurunca e Marcianise) senza alcuna motivazione". 

A ciò si aggiunga che, soprattutto in autunno ed in inverno, l'ospedale di Piedimonte Matese rappresenta l'unico plesso per gestire le emergenze in maniera tempestiva in quanto facilmente raggiungibile. "Se un cittadino ad esempio di Raviscanina o di Prata Sannita ha un ictus o un infarto tenendo conto che per le caratteristiche oro geografiche dei paesi dell’Alto Casertano, gli interventi del Servizio 118 richiedono tempi superiori ai 60 minuti, e in alcuni casi, per la presenza di ghiaccio e neve anche tempi superiori per quando viene soccorso e trasportato a Sessa Aurunca lo stesso o decede o, se non decede, rischia con percentuale altissima di subire all’organismo danni irreversibili".

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Pertanto per Labriola il provvedimento regionale è addirittura incostituzionale in quanto va a violare il diritto alla salute. Pertanto l'amministrativista ha chiesto al Tar l'accoglimento del ricorso. 

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