Regionali 2020, De Luca in pressing per votare a luglio: “La Lega e 5 Stelle vogliono perdere tempo”

Il governatore: “Abbiamo aperto tutto, non possiamo andare a settembre con l’apertura delle scuole”

Il presidente della Regione Vincenzo De Luca

Dalla preoccupazione per un’emergenza che ancora non sembra definitivamente alle spalle alla voglia di tornare subito alle urne, fin da luglio. E’ il punto di partenza del ragionamento con cui Vincenzo De Luca ha aperto il suo appuntamento settimanale su Facebook iniziato durante la pandemia Covid-19. “Vedo tanta gente tranquilla in giro, mentre io continuo ad essere preoccupato” ha ammesso il presidente della Regione Campania, lasciando aperta l’ipotesi di ulteriori restrizioni se il governo Conte dovesse aprire la mobilità regionale nelle prossime ore. “Il nostro dovere è tutelare al meglio la nostra comunità” ha dichiarato il governatore, lasciando intendere che la decisione definitiva per il 3 giugno ancora non è stata presa.

“Abbiamo aperto tutto possiamo anche votare a luglio”

Poi De Luca tocca anche una vicenda che gli sta molto a cuore, quella del voto delle Regionali che lui vorrebbe fissare per il 26 luglio. “La posizione del governo è irresponsabile (l’ipotesi è relativa al 20 settembre per l’Election Day, nda). In Italia abbiamo aperto tutto: dai negozi, alle palestre finanche le piscine, diventa ridicolo impedire che si vada a votare da qui a due mesi. Il governo vuole aprire le scuole a settembre e votare a settembre, così prende in giro l’Italia. E da Roma mi dicono che contro il voto a luglio ci siano la Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia ed il Movimento 5 Stelle. Solo loro che vogliono perdere tempo”. Anche perché, sottolinea De Luca, “le opposizioni propongono di votare il 27 settembre, coi ballottaggi che andrebbero a metà ottobre, quando avremo l’epidemia influenzale e, forse, anche il ritorno del Covid-19, trovandoci ad affrontare una situazione sanitaria complicatissima.  Per aprire le scuole va fatto un lavoro enorme quest’anno. Non possiamo pensare di aprire, poi chiuderle per sanificare prima del voto, aspettare che vengano smontare le urne, fare una nuova santificazione e poi richiuderle per i ballottaggi a metà ottobre”.

Movida, sì all’alcol dopo le 22 ma solo nei locali

De Luca ha chiarito anche un aspetto dell’ordinanza firmata in mattinata con la quale si permette ai bar di restare aperti fino all’una di notte, ma bloccando la vendita dell’alcol alle 22. “Da quell’ora non è consentita la vendita per asporto, ma si potrà continuare a consumare nei locali, ai banconi ed ai tavolini”. E poi ha lanciato un messaggio ai ragazzi: “Noi lavoriamo per tutelare voi e quel 90% di gestori di bar e pub che sono persone perbene. Il nostro problema è fare in modo che il 10% degli irresponsabili creino problemi per la diffusione di super alcolici. Se vi vendono vodka a 50 centesimi al bicchiere, dovete sapere che quella vodka non viene da San Pietroburgo, ma viene distillata nelle reti fognarie delle nostre città. Nessuna violenza, niente cafonerie, niente baby gang e bullismo: non è impossibile vivere in sicurezza le nostre serate della Movida”.

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